Scandalo doping in Premier: ombre su Chelsea, Arsenal e Leicester


Un’inchiesta del Sunday Times porta alla luce 150 possibili casi di doping nello sport britannico con numerosi coinvolgimenti nel calcio

– di Marco Vigarani –

La prima pagina odierna del Sunday Times dedicata all'inchiesta sul doping

La prima pagina odierna del Sunday Times dedicata all’inchiesta sul doping

Questo 3 aprile è iniziato come uno dei giorni più difficili nella storia dello sport inglese e minaccia di gettare nel caos un sistema apparentemente perfetto ed invidiato da tutto il mondo. Il Sunday Times infatti ha pubblicato oggi un’inchiesta esclusiva che ruota attorno al profilo di Mark Bonar, medico sportivo già chiacchierato in passato il quale in un video ammette di aver assistito negli ultimi sei anni numerosi atleti di alto livello somministrando EPO ovvero la sostanza dopante per eccellenza. Al centro della sua attività illecita, oggi negata con forza dallo stesso protagonista, ci sarebbero anche numerosi calciatori di Premier League ed in particolare, pur non facendo nomi, il professionista avrebbe fatto esplicito riferimento ad attuali protagonisti della scena britannica che vestono le maglie di Arsenal, Chelsea e persino Leicester. Va precisato subito che si tratta di un’inchiesta che dovrà portare ad approfondimenti ben più mirati e specifici prima di trasformarsi in un’accusa formale e che oggi appare almeno anomalo puntare il dito proprio sulla squadra guidata da Claudio Ranieri che ha la possibilità storica di aggiudicarsi il titolo. In particolare agli occhi dei tifosi felsinei questa vicenda sembra ricordare quelle accuse di doping piovute sul Bologna diventato poi Campione d’Italia nel 1964 e scagionato completamente. Intanto in Inghilterra però si è già attivato il ministro della Cultura e dello Sport John Whittingdale che ha annunciato alla Bbc: “Sono scioccato e preoccupato dalle accuse. Ho chiesto un’investigazione indipendente ed urgente per chiarire quali ulteriori azioni siano necessarie per garantire che lo sport britannico resti pulito. Non ci sarà alcuna tolleranza sul doping“. In particolare rischia di finire nell’occhio del ciclone l’Ukad, agenzia antidoping inglese, che ogni anno riceve un finanziamento statale di 7 milioni di sterline e che già in passato avrebbe avuto a che fare con denunce sul conto di Bonar di fatto ignorandole per girarle all’ordine dei medici.

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