Schwazer, persa l’ultima gara con l’avversario più grande: addio carriera!


Ciò che resta di Schwazer a Rio 2016 è la sentenza del Tas di 8 anni di squalifica: l’atleta paga la recidività e dice addio alle proprie speranze

– di Tiziano De Santis –

Il viaggio destinazione Rio 2016 di Alex Schwazer si è rivelato l’ultima, ardua corsa dell’atleta contro un avversario troppo più grande, potente e, forse, giusto circa una carriera ormai svanita in 8 anni di squalifica.
Il ritorno a casa dell’altoatesino porta con sé il sapore struggente della sentenza del Tas, Tribunale Arbitrale dello Sport, che ha accolto la richiesta della Iaaf (federazione internazionale dell’atletica), decretando la passività del 31enne di Vipiteno circa la partecipazione alle due gare olimpiche della 20 e della 50 km.

Alex Schwazer ai microfoni (ph. Sportfair.it)

Alex Schwazer ai microfoni
(ph. Sportfair.it)

Eppure uno spiraglio c’era stato, considerando le tempistiche del rinvio della decisione ultima: motivo per cui Schwazer, dopo le interminabili ore di udienza del lunedì, non aveva perso tempo allenandosi duramente prima sui rulli, poi sulla spiaggia di Copacabana, paesaggio utile per dimenticare, almeno per un attimo, quel famoso 1° gennaio 2016, data della ricaduta nella positività ai controlli antidoping. Ma l’attività fisica su una delle sabbie più famose del mondo non si è dimostrata altro che una cartolina illusoria di fiducia in se stesso nell’attesa del verdetto finale targato Tas.
Nonostante tutto, la vicenda porta con sè degli strascichi di mistero e inspiegabilità: intanto l’iter di quanto accaduto il primo del nuovo anno, quando la Iaaf aveva effettuato dei controlli a sorpresa presso l’abitazione di Schwazer a Racines, nei pressi di Bolzano, sicuramente non per l’operato, legale, della federazione, bensì per il risultato negativo delle analisi a campione. Tuttavia, la stessa Iaaf aveva ordinato un esame di secondo livello, che avrebbero, poi, evidenziato la presenza del testosterone nel corpo dell’atleta. La difesa dell’altoatesino si era spinta verso la denuncia dell’ipotesi di dolo, a causa dell’esito dei ben 14 controlli negativi operati nei confronti dell’assistito, oltre che dei lunghi tempi di comunicazione e della violazione dell’anonimato.

Alex Schwazer piange durante la conferenza stampa del 2012 (ph. It.Eurosport.com)

Alex Schwazer piange durante la conferenza stampa del 2012
(ph. It.Eurosport.com)

Va, però, sottolineato che non era la prima volta che Schwazer venisse trovato positivo alle sostanze dopanti: nel 2012, infatti, all’alba delle Olimpiadi di Londra, l’atleta aveva ammesso, in conferenza stampa, l’assunzione di Epo, spiegando la dinamica dell’intera vicenda che lo vedeva coinvolto con la speranza di tenersi stretto il titolo di campione olimpico conquistato, a sua volta, a Pechino quattro anni prima.
Tutto ciò evidenzia la drammaticità della recidività che ha fatto proprio Alex Schwazer, la cui marcia su Rio si è rivelata un’utopico tentativo di dimostrare al mondo di essere stato fatto fuori, stavolta, perchè caduto già una volta in fallo. Quel “Ci ho creduto fino in fondo” sa di amara consapevolezza che qualcosa, d’ora in avanti, cambierà, nonostante lo sforzo nel cercare di smentire le proprie presunte colpe e il silenzio assordante delle ore seguite alla sentenza. E quel qualcosa altro non è che una vita intera, fatta di allenamenti e di duro lavoro agonistico nell’atletica: per un marciatore, tutto ciò che ha costruito le proprie carriera e immagine, macchiata, quest’ultima, dallo sgradevole errore ammesso nel 2012.
Gli 8 anni di radiazione equivalgono alla fine di una carriera già compromessa, oltre che ad una severissima presa di posizione della giustizia sportiva nei confronti di chi avrebbe assunto sostanze dopanti, lo ha fatto o lo farà in futuro. A Schwazer non rimane altro che la giustizia penale, attraverso le inchieste aperte dalle procure di Roma e Bolzano, amara consolazione oltre alla vicinanza del Coni nell’intera vicenda: inutili, indispensabili eccezioni di una triste vicenda terminata peggio di com’è iniziata.

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