Il primo scudetto del Bologna, 89 anni fa


Nel 1925, il Bologna vinse il suo primo scudetto a Roma contro l’Alba dopo una lunga serie di partite con il Genoa nella finale di Lega Nord. Sono passati 89 anni da quel successo

di Massimo Righi

Angelo Schiavio, il più grande campione rossoblù di tutti i tempi

Angelo Schiavio, il più grande campione rossoblù di tutti i tempi

La discussa finale con il Genoa – Il percorso dei rossoblù per arrivare allo scudetto, fu tutt’altro che semplice. Una volta vinto il girone B, il Bologna incontrò il Genoa vincente del girone A, in quella che era la finale della Lega Nord. Ma questa finale passò alla storia per via dei numerosi spareggi che servirono per trovare un vincitore: il Genoa era la squadra favorita, in quanto campione uscente e dominatrice in quegli anni, ma il Bologna aveva un attacco fortissimo, condotto da Angelo Schiavio. L’andata a Bologna finì 2-1 per il Genoa, ma al ritorno gli emiliani s’imposero con lo stesso risultato, approfittando della troppa sicurezza del Grifone nel gestire la gara, siglando il gol vittoria nel finale. Il 7 giugno si giocò lo spareggio a Milano, in uno stadio stracolmo di tifosi: finì 2-2, ma il Bologna rimontò con due gol discutibili che ancora oggi fanno parlare. Il primo gol fu convalidato a Muzzioli sebbene il tiro dello stesso si dice fosse uscito di poco su deviazione del portiere, dopo che un’invasione di campo dei supporters bolognesi fece cambiare idea al direttore di gara Mauro. La rete del pareggio, siglata da Pozzi, sarebbe invece stata viziata da un fallo netto sul portiere ligure. Dopo altre polemiche e sospensioni, la partita terminò in parità con l’arbitro in evidente difficoltà nel sedare gli animi e a rassicurare invano i genoani di riportare il tutto alla Federazione in nome della regolarità. Niente supplementari dunque, coi genoani sicuri del referto del direttore di gara, ma l’organismo federale, nella persona di Leonardo Arpinati, fascista di fede bolognese, decise per un altro spareggio, a fronte dei reclami del Genoa sulla legittimità del risultato, e del Bologna sulla mancata disputa dei supplementari: si rigioca a Torino, il 5 luglio. In Piemonte finisce 1-1 in un clima teso e con una forte presenza di forze dell’ordine, ma nel pre partita alla stazione di Porta Nuova, le due tifoserie si ritrovano a inaspettatamente di fronte: in un attimo scoppia il finimondo, oltre a menare le mani, partono anche due colpi di pistola che feriscono due tifosi liguri. La vicenda si spostò in sede politica e federale con i dirigenti a decidere per un ulteriore e definitivo spareggio da disputare a Milano a porte chiuse il 9 di agosto alle 7 di mattina. La sede della partita definitiva non si seppe fino all’ultimo per evitare ulteriori inconvenienti: vinse per 2-0 il Bologna, che si qualificò per la finalissima contro i romani dell’Alba, una formalità per l’epoca, visto che nel Sud Italia non vi erano compagini del livello di quelle del Nord.

Lo scudetto – La finalissima per il titolo nazionale, si disputò in un doppio incontro che vide il Bologna affrontare l’Alba Roma, vincitrice della Lega Sud. Il 16 agosto 1925 si gioca l’andata allo “Sterlino” di Bologna. I rossoblù erano nettamente favoriti (il calcio al Nord era notevolmente più competitivo che al Sud) e infatti vinsero 4-0 nonostante un primo tempo equilibrato: con una doppietta di Della Valle, Schiavio e Perin, i felsinei misero in cassaforte il titolo, che verrà consolidato il 23 agosto 1925, vincendo per 2-0 allo stadio “Nazionale” di Roma, con reti di Della Valle e Rubini. Il Bologna di Hermann Felsner diventò così Campione d’Italia per la prima volta nella sua storia.

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