Se Prandelli molla la Nazionale, il candidato numero 1 è Zaccheroni.
Il fisico del ruolo ce l’ha


La marcia di avvicinamento ai Mondiali di calcio brasiliani è a pieno ritmo. Si prepara, per la verità, anche il dopo, e questo tema lo affronteremo tra un attimo.

Risulta molto difficoltoso lavorare con i selezionati durante la stagione agonistica. I club non vogliono mollarli e il selezionatore non può operare, il solo rischio di un infortunio in maglia azzurra è talmente limitativo del lavoro che Prandelli svolge dal cassare qualunque volo pindarico, per quanto piccolo sia.

Anche la prestigiosa amichevole con le Furie Rosse spagnole, in programma il 5 marzo al Vicente Calderon di Madrid, con debutto di Diego Costa, è teoricamente confermata, praticamente in forte dubbio. La giornata precedente c’é Roma-Inter e Juve-Milan, quella successiva Napoli-Roma e Juve-Fiorentina. Il Bologna ha il Verona al Bentegodi e il Sassuolo al Dall’Ara, figuriamoci cosa potrebbe scoppiare se Alino Diamanti saltasse il derby per la salvezza…

Prandelli ha richiesto i giocatori solo per dei controlli fisici, specificando che non faraà fare loro nemmeno allenamento.Un giorno e mezzo di test ad aprile per 33-35 giocatori, con successiva scrematura per arrivare ai 23 del Mondiale.

Saranno quelli anche i giorni nei quali si deciderà se il CT prolungherà il suo rapporto con la Federcalcio o andrà ad allenare un club. Non c’è nulla di scontato, la Juventus terrà Conte, così dice la logica e al Milan dovrebbe andare Seedorf, Napoli, Roma, Inter e Fiorentina non cambieranno, e nemmeno tra i grandi club esteri dovrebbe modificarsi qualche equilibrio importante, al di là del fatto che l’allenatore bresciano esperienze fuori non ne ha mai fatte.

Potrebbe fermarsi, in attesa di, tipo Lippi, attendendo o una grande delusa dal Mondiale o una chance su un mercato emergente, come fece Spalletti.

Nemmeno la FIGC ha preso decisioni: il presidente Abete ha rivolto complimenti a Trapattoni che sono però parsi di circostanza. Si è parlato di Zaccheroni, e l’ipotesi è interessante. Trattasi di un mister che conosce le piazze di Torino, Milano e Roma (le prime due su entrambe le sponde) e quindi gode di una “extraterritorialità” (incluse molte piazze “minori” frutto di una gavetta sempre apprezzabile) quasi indispensabile per il ruolo. Capello gli si avvicina come poliedricità panchinara e lo supera come curriculum, ma è difficile pensare che molli i dobloni russi con facilità. Mancini e Allegri sono bravi ma al momento fuori dai giochi.

Di sicuro Prandelli ha fatto dello stile la sua cifra fondamentale. Se poi si vincesse anche qualcosa, potrebbe quasi restarci avita, sulla panchina azzurra.

Alberto Bortolotti

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