Segnali del vecchio Bologna: assenza in attacco e Verdi nascosto


Contro l’Atalanta si è visto di nuovo il vecchio Bologna poco determinato che spariva dalle partite: Verdi ne è l’esempio. Bene Pulgar e Helander

– di Marco Vigarani –

Prova opaca di Simone Verdi a Bergamo (ph. Zimbio)

Chiariamo in partenza alcuni punti fondamentali: perdere a Bergamo è assolutamente prevedibile, il ko subito dal Bologna non è allarmante nelle proporzioni e non cancella tutti gli aspetti positivi mostrati nelle ultime settimane. Fatta questa premessa, bisogna però passare alla lettura dei dati oggettivi che presentano una realtà inequivocabile: ieri gli uomini di Donadoni hanno fatto un passo indietro. Sotto ogni aspetto statistico si è di fatto tornati alle prestazioni di inizio stagione che destavano qualche dubbio se non preoccupazione e che ci si aspettava forse troppo prematuramente di poter dimenticare. Non esiste praticamente voce in cui l’Atalanta non abbia dominato: dal possesso palla (61%) ai tiri totali (13 a 3) ed in porta (4 a 2) passando per i corner (9 a 3), le azioni manovrate (33 a 22), i recuperi (29 a 25) ma anche le palle perse (37 a 32) ed i passaggi sbagliati (25 a 20). Detto di un pareggio nel numero dei km percorsi a quota 112 per parte, gli unici primati del Bologna sono nel conto dei lanci lunghi (11 a 8) e dei contropiedi tentati (5 a 2). Questi due dati trovano però una spiegazione nel tipo di gara interpretata dagli uomini di Donadoni che sono stati compattissimi in appena 19,9 metri di campo ma tenendo un baricentro molto basso sui 41 metri. Ne è logica conseguenza anche la scarsa presenza nella metà campo offensiva che si ferma a meno di 9 minuti: tutti aspetti che avevamo riscontrato anche nelle prime uscite stagionali dei felsinei.

Le statistiche di Atalanta-Bologna offerte dalla Lega Serie A

Helander ha recuperato ben 6 palloni (ph. Zimbio)

Alla luce dei dati precedentemente esposti, risulta chiaro che debbano per forza essere tutti atalantini i primatisti di qualsiasi voce statistica legata ai singoli ed allora appare più interessante comparare le prestazioni dei due leader designati nonchè uomini di maggior talento. Da una parte c’è Josip Ilicic autore di una prova fatta di 2 tiri fuori, 1 cross, 2 falli fatti, 6 subiti, 2 recuperi, 7 palle perse e 11,1 km percorsi di cui 2,7 in jog (corsa a ritmo blando). Dall’altra troviamo Simone Verdi che ha chiuso con 1 tiro in porta e 1 fuori, 1 cross, 1 fallo subito, 1 recupero, 5 palle perse e 11,1 km percorsi di cui 3,2 in jog. Non sono numeri così differenti ma in realtà sufficienti a capire che lo sloveno è stato protagonista silenzioso della gara a differenza dell’ex milanista che si è nascosto senza mai dare segnali di vita. Non è la prima volta per un ragazzo che deve ancora imparare a dare continuità alle proprie prestazioni. Prima abbiamo detto di quanto la gara di Bergamo abbia mostrato segnali legati al Bologna del passato recente: ne sono ulteriore prova le 6 palle perse da un distratto Adam Masina e le 3 smarrite da Vasilis Torosidis in appena 25′ di gara. Risulta sicuramente più stimolante allora notare la presenza importante di Filip Helander in area con ben 6 palle recuperate e la perdurante forma fisica di Erick Pulgar che anche ieri ha chiuso con 12,7 km percorsi seguito a distanza da Poli (12,02) e De Roon (11,86).

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