Sergi Roberto regala i quarti al Barcellona all’ultimo. Psg, le grand naufrage: 6 gol incassati, tre in 8 minuti. Dortmund, tutto facile col Benfica


Il riassunto del mercoledì di Champions: il Barça piega 6-1 il Psg ed entra nella storia. Aubameyang demolisce il Benfica e regala i quarti al Dortmund

– di Tiziano De Santis –

I giocatori del Barcellona esultano al termine dello storico match con il Psg, vinto 6-1 al Camp Nou (ph. Corriere.it)

Tenacia, forza di volontà, testa, carattere, cuore. In una sola parola? Il Barcellona, la squadra che entra prepotentemente nella storia della Champions e del calcio mondiale. Già, perchè nella notte di mercoledì le stelle che brillan di più sono quelle blaugrana, offuscate solo per un momento dal Paris Saint-Germain di Unai Emery ed Edinson Cavani, ma capaci di risplendere più intensamente di prima al termine di un match mozzafiato. Il Camp Nou si tinge dei colori catalani diventando il teatro migliore per un copione tutto da scrivere, o meglio da riscrivere. Il team di Luis Enrique è, infatti, costretto a tessere una difficile “remuntada” contro i campioni di Francia in carica, forti a loro volta dei quattro gol rifilati agli spagnoli al Parco dei Principi nel turno d’andata. “Ce ne hanno fatti quattro, ne possiamo fare sei“, ha dichiarato il tecnico blaugrana nella conferenza della vigilia. Detto-fatto. Pronti, partenza, via, e che via. Ai padroni di casa bastano appena tre minuti per passare in vantaggio con Suarez, lesto nello sfruttare un’incertezza di Trapp nell’uscita e nell’insaccare la sfera in rete per la gioia dei propri supporter e il primo brusco colpo di paura di quelli avversari. Il Camp Nou è una bolgia e lo diventa ancor più sul finire della prima frazione di gioco, quando Kurzawa spedisce alle spalle di Trapp un colpo di tacco dell’ “illusionista”, don Andres Iniesta. Di mezzo, Mascherano, Messi e Neymar avrebbero potuto arrotondare ancor più un risultato di certo positivo per il Barça, ma la precisione non si è sicuramente dimostrata il piatto forte. Nella ripresa la storia non cambia, anzi i padroni di casa si portano sul 3-0 con il loro capitano, Lionel Messi, freddo nel calciare di potenza il rigore conquistato da Neymar per fallo in area di Meunier. Il Barcellona si trova,così, a un passo dal pareggiare i conti, basta un gol per riequilibrare lo score totale tra andata e ritorno, ed è qui che succede ciò che non ti aspetti: il Psg reagisce alla grande colpendo prima un palo clamoroso con Cavani e trovando il 3-1 al 62′ con lo stesso Matador, il cui missile dal cuore dell’area avversaria sblocca una mischia rocambolesca e la tensione dei parigini presenti sugli spalti. Il team che sembra accusare il colpo diviene, così, il Barça, che in una manciata di secondi si fa apatico e remissivo, un pò come tutti i propri tifosi. A rianimare momentaneamente il pubblico catalano è Neymar, preciso nel trovare il 4-1 all’88’ con un gran destro sotto l’incrocio su punizione. Ma il bello del calcio deve ancora venire: al 90′, infatti, Marquinhos tocca in area Suarez, il cui tuffo plateale viene premiato dall’arbitro con un fischio che dà un nuovo sapore a un match ormai chiuso da un pezzo: dal dischetto Neymar spiazza alla grande Trapp, freddando gli avversari e riscaldando un Camp Nou rovente come mai. I cinque minuti di recupero si traducono in una serie infinita di ball in the box, ma il Psg regge bene gli urti spazzando più volte il pallone. Sin quando, all’ultimo secondo del match, il neoentrato Sergi Roberto, pescato in posizione regolare da un assist al bacio di Neymar, precede l’uscita dell’estremo difensore avversario, trafiggendolo in spaccata per il 6-1 finale. Il Barcellona vola ai quarti, conquistati in appena 8 minuti. Qualcosa di irreale, unico e probabilmente irripetibile. La storia è blaugrana, il 4-0 dell’andata sarà un passato difficile da smaltire per il Paris Saint-Germain.

Pierre-Emerick Aubameyang esulta con una capriola dopo il gol in Dortmund-Benfica 4-0 (ph. Eurosport.it)

L’ultima squadra ad accedere ai quarti di finale di Champions è il Borussia Dortmund di Thomas Tuchel. I gialloneri sfidano al Westfalenstadion il Benfica di Rui Vitoria: l’inizio del match è tutto a tinta tedesca: a testimoniarlo è il vantaggio al 4′ minuto di gioco timbrato dal solito Aubameyang, il quale tutto solo sul secondo palo ottimizza l’assist di testa di Pulisic sull’angolo battuto dalla destra da Dembelè. Cinque giri d’orologio più tardi, Bartra può firmare il raddoppio, ma la sua conclusione si spegne alta, sopra la traversa per il sospiro di sollievo degli avversari. Alla mezz’ora i portoghesi si affacciano dalle parti di Burki, il quale è bravo nell’evitare il pareggio leggendo bene il colpo di testa di Luisao sulla punizione di Pizzi.  Nella ripresa, è ancora il Benfica a rendersi pericoloso, stavolta con Cervi, la cui conclusione si infrange contro un caparbio Piszczek. Il Dortmund sfrutta l’arma del contropiede per siglare il raddoppio: Piszczek serve Pulisic in profondità e lo stesso numero 22 si rivela freddo davanti alla porta rivale infilando Ederson per il sorpasso giallonero in termini di marcature totali. Il resto lo fa Aubameyang, che tra il 61′ e l’85’ tesse la propria vendetta dopo aver sbagliato il rigore all’andata: tripletta del gabonese e quarti raggiunti dalle Vespe della Vestfalia dopo due anni di digiuno.
Il sogno del Benfica svanisce in quel di Germania, schiantadosi contro un sonoro e difficile da digerire 4-0.

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