Serie A a 18 squadre, nazionale ed elezioni: dubbi e certezze di Tavecchio


Tutti i temi abbracciati da Carlo Tavecchio a Coverciano: dalla riforma della Serie A alla nazionale, dalla lotta scudetto alle elezioni in FIGC

– di Tiziano De Santis –

Il presidente della Figc Carlo Tavecchio (ph. Gettyimages.com)

Il presidente della Figc Carlo Tavecchio (ph. Gettyimages.com)

Il presidente della FIGC Carlo Tavecchio, ospite a Coverciano al seminario “Il calcio e chi lo racconta” organizzato dall’Ussi, ha espresso il proprio parere a tutto tondo sui delicati temi del calcio italiano, primo tra tutti quello della riforma della Serie A a 18 team di cui egli stesso si è fatto promotore: “Per me sarebbe l’ideale perché così ci sarebbero più spazi per le nazionali, gli stage. Ma chi va a chiedere a quelle squadre che stanno nella parte destra della classifica di votare per toglierne due?”. Quello che è stato visto da molti come un clamoroso dietrofront è, in realtà, un’opinione basata sull’attenzione rivolta a chi, nella classifica della massima serie calcistica italiana, non combatte di certo per le prime posizioni, pur contribuendo allo spettacolo di un calcio per i più in decadenza ma rimasto sempre affascinante per difficoltà e imprevedibilità (basti pensare all’Atalanta di quest’anno). Tavecchio promuove la lotta scudetto della stagione in corso, focalizzando l’attenzione in particolare su Juventus e Roma:Mi piace molto la corsa a due. Solo in questa settimana il campionato ha avuto una svolta: se la Roma avesse vinto a Torino avremmo parlato diversamente. Non è successo ma non mi pare che nulla sia ancora deciso“. Tra i temi di approfondimento del presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio non è da meno, in termini di importanza, anche la considerazione, in verità mai nascosta, per Antonio Conte e Gian Piero Ventura, ex e attuale ct della nazionale italiana: “Sono felice di vedere Antonio primo in Premier con il suo Chelsea. Ventura, come lo era Conte, è già responsabile delle altre squadre nazionali. L’ufficialità ci sarà quando sarà il momento, intanto l’obiettivo è creare una scuola degli allenatori federali“. Non è un caso che l’ex-toro abbia definito il ruolo sinora ricoperto più da direttore tecnico che da allenatore. Per la nomina ufficiale si aspettano la riforma dei campionati e la rintracciabilità di fondi dopo i tagli del Coni. “Per il 2017, auspico che ci siano crescita e sempre maggiore professionalità nel sistema calcio ed un utilizzo dei nostri giovani superiore a quello attuale, anche se i club di vertice stanno impiegando molti giocatori italiani“, ha continuato Tavecchio, il quale ha anche anticipato una sicura ricandidatura alla presidenza della Figc per il 2017, anno delle elezioni per la carica suddetta: “Sarei ipocrita se rispondessi che non mi ricandiderò. Dove andrò a pescare i miei voti? Lasciamo le varie Leghe fare le proprie valutazioni“. Un cenno all’Italia, infine, non poteva mancare: “Non prendo neanche in considerazione l’ipotesi che l’Italia non si qualifichi ai Mondiali, dovrebbe essere automatico“.

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