Serie B 2017/18: già al via è bagarre per la promozione in A


Come ogni anno, ai nastri di partenza, la Serie B si presenta incerta ed appassionante: Palermo, Pescara ed Empoli vogliono tornare subito in A

-di Calogero Destro-

Andrea Rispoli, dovrebbe essere il capitano del Palermo nella prossima stagione (ph. Zimbio)

Il 26 Agosto ripartirà la Serie B, un campionato che negli ultimi anni è sempre stato incerto ed appassionante, con le favorite che non sempre si confermano tali e qualche sorpresa dietro l’angolo nella scalata verso la Serie A. Una scalata che vorranno iniziare subito col piede giusto le tre squadre retrocesse: Palermo, Pescara ed Empoli, che però si affacciano alla nuova stagione con stati d’animo diversi. I rosanero, dopo il mancato closing con l’eccentrico Baccaglini e i malumori della piazza nei confronti dell’ormai sempre più distante Zamparini, ripartiranno dal gruppo dell’anno scorso, con Nestorovski potenziale capocannoniere e la sapienza di Tedino in panchina, almeno per le prime giornate. L’Empoli non ha avrà la pressione di altre piazze, ma sarà comunque in lizza per un posto in paradiso. Tanti i giovani interessanti tra i toscani, da Zajc a Piu, mentre il nuovo allenatore è l’ex Latina Vivarini, che predilige il 3-4-3 ma in questo scorcio di preparazione sta utilizzando molto il rombo, che potrebbe essere una soluzione interessante vista la qualità del centrocampo. Infine c’è il Pescara: all’Adriatico, con Zeman, di certo non ci si annoierà e i tifosi abruzzesi già sognano un nuovo capitolo a lieto fine scritto ancora dal maestro boemo.

Filippo Inzaghi, ha voglia di stupire ancora con il suo Venezia (ph A. Ninni)

Le neo-promosse- Poi ci sono le neo-promosse, mine vaganti pronte ad esplodere a sorprese, o forse nemmeno tanto. L’anno scorso infatti, due delle tre squadre approdate in A (Spal e Benevento) erano appena salite dalla Lega Pro, mentre l’anno prima ancora aveva compiuto l’impresa il Carpi di Castori. Allora attenzione a Parma, Foggia e Venezia, tre piazze storiche ed ambiziose, lontane da troppo tempo dai palcoscenici che meriterebbero e che hanno voglia di stupire il pubblico. I punti di forza, oltre e delle rose già abbastanza lunghe e qualitativamente discrete, sono rappresentati sicuramente dalla continuità di un progetto tecnico ben chiaro: D’Aversa, Stroppa e Inzaghi hanno saputo creare un giusto mix tra giovani e giocatori d’esperienza, optando su un 4-3-3 offensivo e molto divertente.

Delusi ed arrabbiati- Infine, tra le contendenti ad un posto in A, non si possono non annoverare piazze come Bari, Frosinone e Carpi. I pugliesi, allenati da Fabio Grosso, che ha preso il posto di Colantuono, da diversi anni non riescono a trovare la quadratura nonostante delle rose oggettivamente forti e profonde. Non per questo, però, si può sottovalutare la corazzata barese, che entra senza dubbio nel novero delle favorite. Ci proveranno, anzi ri-proveranno, dopo le delusioni della passata stagione, Frosinone e Carpi. I ciociari si sono nettamente rinforzati con gli arrivi in mezzo di Beghetto e Maiello, e sull’esterno col l’ottimo Ciano, prelevato dal Cesena. L’anno passato, gli scontri diretti prima e i playoff poi, penalizzarono la truppa di Marino, che adesso, con Longo, punta a fare un campionato di vertice per evitare le insidie della post-season. Il Carpi, invece, che ha perso la finale playoff contro il Benevento, punterà ancora sulla compattezza di un gruppo sempre pronto a lottare su ogni pallone ed attento ai preziosi accorgimenti tattici di Fabrizio Castori, che vuole riassaggiare la massima serie compiendo un altro miracolo.

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