Serie B a 22 squadre con il Novara, in ritardo vince il buonsenso


Ripristinato il campionato a 22 squadre, Novara riammesso all’ultimo. Confusione in FIGC

di Marco Vigarani

Logo_Serie_B

La Serie B torna a 22 squadre

Con buona pace degli abitanti di Castellammare di Stabia che continuano a nutrire poche e infondate speranze, anche se in clamoroso ritardo giustizia è stata fatta. Ieri infatti il CONI ha deciso di prendere finalmente in mano le redini di una situazione ormai grottesca ordinando alla FIGC del nuovo presidente Carlo Tavecchio di ripristinare l’organico a 22 squadre della Serie B. Peccato che, come spesso accade in Italia ed in particolare nel calcio, la decisione sia arrivata con colpevole ritardo dopo aver addirittura già stilato i calendari della nuova stagione che vedeva un inverecondo turno di riposo difeso strenuamente dalla stessa Federazione con l’appoggio a giorni alterni del presidente di Lega Abodi. Perso tra le lettere dei sindaci e la voglia di applicare strenuamente una sorta di cura dimagrante per la Serie B infatti il suo numero uno solo pochi giorni fa si era esposto dichiarando: “Noi abbiamo scelto un percorso, quello di ridurre il numero di squadre della cadetteria. Non credo che il numero dispari rappresenti per forza una criticità“. Messo spalle al muro dal Coni, però ieri lo stesso Abodi ha poi ammesso che: “Abbiamo il dovere di rispettare anche le decisioni del collegio di garanzia con grande serenità, preparati a qualsiasi evenienza“. Un mezzo scivolone o comunque una discreta macchia sull’affidabilità di una Lega che si propone di brillare per coraggio, intraprendenza e modernità. Lo sport italiano però ormai vive un circolo vizioso che appare sempre più senza via d’uscita se si pensa che il “caso Novara” era stato aggravato la settimana scorsa dall’esitazione dello stesso CONI che invece ieri si è convinto a prendere una posizione netta riammettendo il club piemontese alla prossima Serie B. Di fatto non si può infatti parlare di un ripescaggio ma di una vera e propria riammissione che premia la linea scelta sin dal primo giorno dal presidente novarese Massimo De Salvo e dall’avvocato Cesare Di Cintio che hanno puntato sul ripristino delle 22 squadre per ottenere il reintegro sulla base dei risultati dell’ultima stagione. Si tratta quindi di un caso diverso rispetto a quelli recenti che hanno coinvolto la Triestina nel 2010 o l’Avellino nel 2008 quando entrambe le società vennero ripescate in seguito alle esclusioni rispettivamente di Ancona e Messina. In entrambi questi precedenti però spicca anche una tempistica decisamente diversa che aveva visto i due club sicuri di partecipare al campionato cadetto al massimo entro il 4 agosto se non addirittura a fine luglio mentre oggi il Novara si trova a fronteggiare la certezza di confrontarsi con la Serie B a soli 18 giorni dall’avvio della stagione. Magari verrà concessa una proroga al mercato per il club piemontese che, pur professando ora un cauto ottimismo (“Abbiamo un gruppo in grado di giocarsela in Lega Pro e che sarebbe competitivo anche in serie B” diceva pochi giorni fa De Salvo), rischia di restare evidentemente l’anello debole del gruppo avendo mantenuto in rosa appena una manciata dei tesserati maggiormente impiegati la scorsa stagione. Pur con un preavviso più ampio infatti sia Triestina che Avellino nelle due annate già citate conclusero il loro campionato con una retrocessione diretta in Lega Pro senza neanche passare dai playout: il rischio di avere una B con 21 squadre più una materasso quindi appare più che mai concreto. Campionato falsato quindi? Forse, ma non quanto lo sarebbe stato nel caso dell’impiego di anacronistici turni di riposo. Si sarebbe trattato di un provvedimento assolutamente anomalo non solo a livello formale ma soprattutto capace di bloccare l’inerzia positiva o negativa che spesso finisce per guidare l’andamento delle squadre di Serie B nel corso di una stagione comunque massacrante. Perché sicuramente 22 formazioni in questo momento sono troppe e nel nome dell’innalzamento qualitativo c’è bisogno urgente di una riduzione dei partecipanti, ma non si può pensare di compiere il primo passo azzoppando il campionato 2014/2015 ritrovandosi poi “incartati”. Si proceda piuttosto a riforme mirate e rispettose dei tifosi e delle società che ancora cercano di agire nel rispetto delle regole economiche e sportive evitando per il futuro estati piene di incertezza, ricorsi e ripescaggi a cascata.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *