Serie A regina del mercato dei pagherò: spesi 115 milioni per riscattare giocatori già in rosa


In serie A su 32 acquisti, solo 15 sono nuovi. Dei 250 milioni spesi, oltre il 46 % è stato destinato ai riscatti. In Premier uscite per appena 9 milioni.

-di Luca Nigro-

Juan Cuadrado è stato appena riscattato dalla Juve per 20 milioni di euro (ph. zimbio)

C’è un mercato di acquisti a titolo definitivo e poi ce n’è un altro fatto di prestiti, riscatti condizionati e obblighi d’acquisto. E’ il mercato dei “pagherò” e in serie A lo fanno tutti. In questi giorni è stato presentato il conto ed è un conto elevatissimo. Repubblica fa un’attenta analisi su un modus operandi oramai diventato consuetudine in Italia, soprattutto dopo la fine delle comproprietà. Le venti società di A hanno dovuto sborsare ben 115,8 milioni per riscattare giocatori che avevano già in organico, cifra che supera il 46 % dei 250 milioni investiti. Sui 32 acquisti già definiti, appena 15 sono nuovi. Juan Jesus, Rog, Benatia, Hiljemark, sono solo alcuni esempi. Quelli più eclatanti riguardano Cuadrado e Maksimovic, costati rispettivamente a Juventus e Napoli ben 20 milioni. Dieci club su venti sono stati costretti a pagare e rispettare accordi vecchi di un anno. Il motivo è esclusivamente economico. Dei prestiti con obbligo, l’Italia detiene il primato tra i maggiori campionato europei e vince per distacco. Basti pensare che la Bundesliga tedesca che si attesta al secondo posto, ha speso poco più della metà italiana: 63 milioni. Seguono la Liga spagnola con 34 milioni, la Ligue francese con 17 e la Premier inglese con i soli 9,3 milioni. Guardando i numeri, il dato è incredibile: la serie A spende tanto quanto i quattro maggiori campionati europei messi insieme.

Nikola Maksimovic, insieme a quello di Cuadrado, è uno dei riscatti più alti di questo mercato di A (ph. zimbio)

Il perché di tutto ciò, lo spiega con chiarezza il presidente del Genoa Enrico Preziosi: “Tanti non hanno subito le disponibilità per comprare. Nel nostro paese, quando compri devi immediatamente coprire l’equivalente della cifra con contanti, fideiussioni oppure crediti in Lega, e se non copri i costi l’affare salta. Ovviamente, è più facile fare una scelta diversa: differire il pagamento. Ossia prendi un calciatore in prestito, fissi il riscatto obbligatorio magari alla prima presenza e lo paghi l’anno dopo. Così si guadagna un anno, ma soprattutto conoscendo le spese che dovrai sostenere, puoi accantonare i fondi necessari a coprirle”. Ma spesso vale anche un discorso diverso, ovvero quello di limitare al minimo i rischi, come spiega l’agente Claudio Vigorelli: “Succede quando non ci si fida moltissimo del giocatore che si acquista o magari si deve rilanciare un giocatore non brillantissimo. Esistono formule fantasiose, come il prestito con riscatto obbligatorio dopo 10-15 partite giocate: serve a tutelare l’acquirente. Oppure se un club che non ha grandissima disponibilità punta un giocatore oneroso. Come dire: prendo un giocatore importante, ma lo tengo solo se rende”. Gli esempi più significativi? Quelli di Alberto Aquilani e Lucas Ocampos. L’ex Roma quando si trasferì al Milan non venne riscattato. Il Motivo? L’obbligatorietà sarebbe scattata alla venticinquesima presenza, i rossoneri la fermarono alla ventitreesima. All’argentino invece non è scattato il riscatto obbligatorio. Il Genoa ne aveva fissato uno a 8 milioni se avesse messo a segno almeno 7 reti. Peccato che dopo il tergo gol in maglia rossoblù, si è deciso di prestarlo al Milan.

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