Sfortuna infinita per il Bologna: infortuni più gravi e quasi 1100 giorni out


Sfondata quota 1000 giorni di assenza, il Bologna ne conta in media 24 per infortunio. Maietta sempre il più bersagliato, si salvano in cinque

– di Marco Vigarani –

L’uscita dal campo di Simone Verdi dopo 12 minuti a Firenze (ph. Schicchi)

Se la certezza condivisa è che quest’anno il Bologna ha condotto a termine una stagione abbastanza anonima, si può certamente dibattere sull’attribuzione di responsabilità in percentuali diverse alla squadra, al tecnico o alla dirigenza. Quello che però non può essere opinabile è l’impatto che hanno avuto anche gli infortuni sull’annata rossoblù. Ieri è stato il turno di Di Francesco che raggiunge così in infermeria quasi fino a fine stagione Nagy in attesa di capire quando torneranno disponibili Mirante, Verdi, Rizzo e Helander. Le giornate complessive di assenza accumulate in stagione attualmente sono già 1039 ma aggiungendo che non conosciamo la data esatta di ritorno dei calciatori citati, possiamo tranquillamente stimare a 1100 la quantità definitiva di giornate perse. Si tratta di un dato nettamente superiore a quello fatto registrare dal Bologna un anno fa con 814 giorni di assenza in stagione nonostante un numero di casi equivalente (46 nel nel 2015/16 e 45 finora). Questo paragone porta ad una verità lampante e spiacevole: quest’anno gli infortuni sono stati più gravi. A testimoniarlo la media di 24.3 giorni necessari al ritorno in campo in questa annata contro quella di 17.7 della stagione scorsa: in sostanza quasi una settimana in più di assenza per ogni infortunio rispetto all’anno precedente.

La paura di Mimmo Maietta dopo l’infortunio riportato in Chievo-Bologna (ph. TMW)

Analogo paragone vale poi per i temutissimi e frequenti infortuni di natura muscolare che sono attualmente scesi come numero (da 29 a 26) ma nettamente aumentati come danno arrecato al lavoro del gruppo. I giorni di assenza sono infatti passati da 521 ai 582 attuali che equivalgono ad una media per caso di 22.4 che risulta sicuramente un dato statistico e clinico da cui ripartire in vista del prossimo anno. Aldilà della sfortuna e della validità della terapia scelta infatti va sempre considerato l’avanzamento dell’età di un atleta che logora il fisico di chiunque. Un esempio? Anche quest’anno Mimmo Maietta ha vinto il poco ambito premio di calciatore più sfortunato della rosa accumulando ben cinque periodi di assenza dal campo ma se l’anno scorso il difensore arrivò a 54 giorni persi adesso è già arrivato a quota 86. Vecchi o giovani, portieri o attaccanti, la sfortuna sembra vederci davvero benissimo visto che soltanto cinque ragazzi hanno potuto rispondere regolarmente a tutte le convocazioni del mister per l’annata 2016/17: si tratta di Da Costa, Masina, Dzemaili, Pulgar e Krejci. Curiosamente invece gli infortuni singoli di maggior durata nelle ultime due stagioni hanno coinvolto due ragazzi svedesi: Krafth che l’anno scorso restò fuori dai giochi 108 giorni per una contusione al gluteo e poi Helander che ha perso 86 giorni per una lombalgia.

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