Si ritirano Raul e Samuel, simboli del calcio del 2000


A distanza di poche ore uno dall’altro, hanno annunciato il ritiro sia Raul Gonzalez Blanco che Walter Samuel, attaccante e difensore simboli del calcio del primo decennio del nuovo millennio

– di Marco Vigarani –

I primi miti del nuovo millennio calcistico iniziano già a tramontare e nelle ultime ore sono ben due i simboli che hanno annunciato di voler appendere gli scarpini al chiodo. Raul Gonzalez Blanco e Walter Samuel sono stati calciatori completamente diversi, addirittura antitetici nella logica del gioco con uno costretto a vivere per il gol e l’altro per impedire di segnarne, ma entrambi hanno rappresentato un modello per tanti ragazzi in giro per il mondo e sono accomunati anche da un’annata insieme nel grande Real Madrid di inizio millennio e più precisamente in quello del 2004/05 che poteva contare su una pletora di campioni assoluti che andava da Zidane a Figo passando per Ronaldo e Owen.

Raul Gonzalez Blanco, ha segnato 71 reti in Champions League

Raul Gonzalez Blanco, simbolo del Real Madrid (ph. Zimbio)

La vita stessa di Raul è stata consacrata alla camiseta blanca nonostante un biennio vissuto nelle giovanili dell’odiato Atletico: dal 1992 al 2010 però l’attaccante madrileno ha lottato solo per il suo Real conquistando a suon di gol tre Champions, sei titoli nazionali e due Coppe Intercontinentali. Un bottino clamoroso che si somma alle 323 reti in 741 presenze ufficiali. Nel 2003 si è stretta al suo braccio anche la fascia di capitano degli allora Galacticos ma proprio quel periodo fu forse il più difficile della sua carriera tra scelte tattiche errate di qualche allenatore e l’infortunio più grave della sua carriera per il quale però non fu mai operato. Tornato alla ribalta negli ultimi anni madridisti, Raul non è paradossalmente mai riuscito a togliersi qualche buona soddisfazione con la maglia della Spagna che è diventata una potenza assoluta solo dopo il suo ritiro. Dopo un paio di ultime stagioni in Europa con la maglia dello Schalke, la punta ha vissuto un biennio all’Al Sadd prima di chiudere con una stagione negli Stati Uniti con i colori dei New York Cosmos che saranno gli ultimi indossati dal grande campione iberico. “Non è stato facile prendere questa decisione – ha detto – ma adesso è il momento giusto. Il mio ultimo obiettivo è quello di vincere il campionato con i Cosmos“.

Walter Samuel, campione d'Italia con Roma e Inter (ph. Zimbio)

Walter Samuel, campione d’Italia con Roma e Inter (ph. Zimbio)

Walter Samuel invece è una vera e propria icona del ruolo del difensore moderno ed il soprannome The Wall ne riassume con estrema efficacia l’essenza: fisicamente dominante e insuperabile nel gioco aereo, egli ha lottato alla pari per oltre un decennio con i migliori attaccanti del mondo. Nato in Argentina ed affermatosi con la maglia del Boca, è stato portato in Europa dalla Roma nel 2000 dopo aver già vinto un Mondiale Under 21 ed in giallorosso è subito uno dei protagonisti dello Scudetto 2001. Dopo la già citata stagione madridista, Samuel è poi tornato in Serie A per legarsi per ben nove anni all’Inter, club con il quale ha vinto cinque titoli nazionali, tre Coppe Italia, una Champions ed un Mondiale per club. Le sue 236 presenze in nerazzurro, condite da 17 gol gol e da una storica striscia di ben dieci derby vinti. L’ultima stagione è stata in Svizzera con il Basilea ma ora The Wall ha ammesso di non riuscire più ad andare avanti ammettendo con disarmante sicurezza: “Arriva un momento in cui bisogna prendere coscienza del proprio corpo. Se tutto fa male, anche la mente comincia a stancarsi. Ho ancora voglia di giocare ma ho delle difficoltà fisiche, mi serve più tempo per recuperare“.

Salutano così due campioni veri, autentici, ambasciatori di un calcio di inizio millennio ancora fortemente radicato nel passato in cui essere calciatori e uomini veniva prima degli spot televisivi e dei social network. Raul e Samuel non hanno condiviso solo una stagione con la stessa maglia ma in realtà hanno in comune un’intera carriera non solo vincente ma interamente consacrata al gioco diventato poi per entrambi il lavoro più bello del mondo. Non si sono mai risparmiati in campo per difendere i colori del proprio club ed ora entrambi hanno deciso di lasciare con un ultimo difficile atto di rispetto nei confronti di un mondo, quello del calcio, che hanno contribuito a rendere più bello.

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