Solo quattro volti nuovi in panchina in A: possibile valanga di esoneri


Con sole quattro squadre che hanno un nuovo mister al via, la Serie A si presenta di nuovo come una potenziale terra di esoneri

– di Alberto Bortolotti –

Luciano Spalletti è uno dei quattro soli nuovi allenatori della Serie A 17/18 (ph. Zimbio)

Bucchi, Di Francesco, Pioli e Spalletti. Sono solo quattro su venti gli allenatori “nuovi” (come club di appartenenza) della Serie A che è appena incominciata. Un giovane, due di mezza età e un anziano, curiosamente l’unico che ha un anno solo di contratto. Ma anche uno dei pochi che ha goduto di un evidente sbilancio di mercato, la proprietà Suning ha investito 33 milioni di euro più di quelli incassati, come valori assoluti è al terzo posto dopo Milan e Napoli (cinque sono i club che nella somma di acquisti e cessioni hanno movimentato attorno ai 100 milioni o più: Juventus, Roma, Milan, Fiorentina, Inter. Sampdoria a 90. Tre di questi sei hanno cambiato il mister ed è logico che modellino un undici anche sulle sue indicazioni).

Lo scarso (in termini quantitativi) cambio di coach lascia, in teoria, ampie praterie ad esoneri. Fisiologici, in parte. Poi che i tycoon siano diventati virtuosi e progettuali ci credo il giusto.Nonostante i mielosi promo di Sky, non mi pare che siamo di fronte a una ipotesi di rinascita del calcio italiano, che si trova arretrato rispetto ai competitor europei sul piano di impianti, sponsor, proprietà straniere (un valzer, da noi, appena cominciato e finora privo di successi significativi: vincono gli Agnelli e i Lotito), redditività da diritti tv nel mondo. La Lega non ha mai avuto un commissioner e non pare in grado di averlo (adesso è anche commissariata), a meno che (sarebbe ora) non si decidesse di promuovere una figura come Marco Brunelli o Michele Uva. Si discute del ritorno di Galliani, siamo grosso modo dalle parti – anagrafiche – di D’Alema o Berlusconi.E poi il mondo tv, dai suoi tempi, è radicalmente cambiato.

Toro (a proposito…) e Lazio le più virtuose. Se faranno anche una buona stagione (e la Lazio l’ha cominciata benissimo) bravi a Cairo e Lotito, un piemontese e un romano alla guida del club “interno” al Piemonte e di uno dei due capitolini. Con due allenatori molto “in sintonia” con tradizione e colori sociali. In fiduciosa attesa della Cina calcistica che ha conquistato Milano non risulta molto soddisfacente – al momento – cercare solo o tanto avventure esotiche…Eccezion fatta per Tacopina a Venezia, che però va misurata in campionati più probanti.

Infine, le fasce dei possibili subentri. Guidolin, Reja e Prandelli (se non si fosse accasato nel Golfo) per le società “alte”. Iachini e Ballardini per i club di mezzo, e poi ancora Mandorlini, De Zerbi, Lopez (praticamente tutta la lista della spesa di Zamparini) più Cosmi, Oddo e Zenga . Senza ricorrere a soggetti museali di vario pedigree, da quello elevatissimo del Trap a Malesani, tutto dà l’idea che il panorama, volenti o nolenti, sarà piuttosto bloccato per tutta la stagione.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *