Sonetti: “Lopez ha carattere, ce la può fare”


Durante la puntata di ieri sera del Pallone Gonfiato Monday Night è intervenuto l’esperto tecnico Nedo Sonetti che ha lavorato direttamente sia con Lopez che con Corvino. Ecco le sue riflessioni

– di Marco Vigarani –

Nedo Sonetti, veterano delle panchine italiane (ph. Serie B)

Nedo Sonetti, veterano delle panchine italiane (ph. Serie B)

Per riflettere sull’attuale momento del Bologna in una Serie B che appare decisamente complicata, ieri sera il Pallone Gonfiato Monday Night, ideato e condotto da Alberto Bortolotti, ha ospitato telefonicamente Nedo Sonetti. L’esperto allenatore transitato anche dal capoluogo emiliano negli anni 90, ha esordito parlando di Diego Lopez che è stato un suo giocatore a Cagliari: “In campo era sempre uno dei grandi protagonisti. È un uomo di carattere, molto determinato e voglioso di arrivare. Credo che abbia le caratteristiche per centrare l’obiettivo della Serie A anche perché, pur essendo stato un difensore da calciatore, può fornire idee e concetti anche alla fase offensiva del gioco“. Sonetti ha quindi escluso la possibilità di un esonero pur non negando le difficoltà incontrate dal Bologna nell’ultimo periodo: “Un cambio di allenatore deve avvenire solo quando sconcretizzatono una serie di situazioni che lo rendono assolutamente indispensabile. Il Bologna è sicuramente una delle squadre migliori della Serie B ma ultimamente sta incontrando qualche difficoltà di troppo soprattutto nella fase offensiva. L’arrivo di Mancosu non è servito a dare maggiore incisività all’attacco visto che la coabitazione con Cacia non permette ai due di esprimersi secondo le potenzialità individuali, ma non può essere colpa solo di un reparto. Evidentemente mancano una struttura ed un’armonia di gioco che permettano di andare in gol“.

Sonetti in passato ha lavorato con Lopez e Corvino (ph. Toro.it)

Sonetti in passato ha lavorato con Lopez e Corvino (ph. Toro.it)

Ecco però la ricetta proposta dal decano dei tecnici italiani: “Serve calma – ha spiegato – perché alla fine credo che il Bologna raggiungerà la promozione. In campo poi, in tutte le categorie, è necessaria quella che io definivo belvaggine ovvero la determinazione di aggredire la partita e dimostrare le proprie qualità a prescindere dell’avversario. È qualcosa che non dipende dall’età ma deve essere insita nell’uomo ancor prima che nel calciatore. Inoltre non credo che sia del tutto indispensabile la totale coesione dell’ambiente,  ma basta che la stessa visione sia condivisa da giocatori, tecnico e società“. Sonetti poi ha ricordato anche la sua esperienza a Lecce con Pantaleo Corvino dicendo: “Allora lui era all’inizio della sua esperienza come direttore sportivo ma avevamo un buon rapporto e soprattutto alla fine raggiungemmo l’obiettivo della promozione in Serie A. Personalmente poi credo che tra allenatore e ds serva una certa corrente di discussione e quindi anche con lui ho avuto da dire come capita con tutte le persone intelligenti che hanno idee valide“. Sull’onda dei ricordi l’argomento si è quindi spostato sulla sua esperienza bolognese, ricordata con sincera emozione: “A Bologna ho davvero lasciato il cuore – ha ammesso – anche se mi dispiace non aver potuto esprimere tutte le potenzialità a causa delle difficoltà della società. Avevo però a disposizione giocatori anche di alto livello come Detari che potenzialmente era un campione ma purtroppo aveva un’indole da amabile delinquentello che l’ha frenato“. Infine da Sonetti è arrivata una speranza con una punta di polemica: “Avrei ancora voglia di tornare in panchina ma, nonostante gli otto campionati vinti in carriera, sembra che l’idea non interessi più. Intanto però mi godo le partite del mio nipotino“. Per chi si fosse perso l’intervista, questa sera alle 22 andrà in onda la replica.

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