Sopra e sotto la Linea Gotica del calcio, due mondi diversi


Firenze e Bologna accomunate dallo stesso colore, che era rosso fuoco e ora appare stinto, in politica, ma due visioni diverse di fare calcio e imprenditoria

palla-al-centro2Più che un’analisi tecnica, Fiorentina-Bologna presta il fianco ad una seduta dallo psicanalista. Ma uno buono di fiducia sia chiaro. Due città accomunate dallo stesso colore, che era rosso fuoco e ora appare stinto, in politica, ma due visioni diverse di fare calcio e imprenditoria. Firenze e Bologna hanno conosciuto, a proprio modo, il dramma sportivo del fallimento. Gigliati precipitati nella vecchia C2, Bologna in C1. Cecchi Gori e Guaraldi due nomi su tutti, tanto per intenderci. Storie di presidenti che hanno fallito, senza se e senza ma, allora come oggi. La storia però ha insegnato che da un fallimento può nascere un impero. A Firenze all’epoca dei fatti, l’allora sindaco Leonardo Dominici, dopo aver costituito la nuova Fiorentina 1926 Florentia si fece garante della trattativa con i Della Valle, assicurandone di fatto un futuro, cioè l’attuale presente. Oggi quella società è tornata ad essere l’Acf Fiorentina, una delle prime 4 in Italia, è nell’Eca (l’ex G-14 del calcio europeo), è ritornata nelle coppe europee, punta su giovani di valore, sul vivaio, su innovative strategie di comunicazione e marketing. Può bastare? E il Bologna? Sembra di rivedere il percorso della Fiorentina di Cecchi Gori nel 2001/02. Ad un passo dalla retrocessione in B, debiti importanti e a rischio la storia del blasone rossoblù. E la politica cosa fa? Il sindaco Merola non potrebbe farsi garante di un’operazione salva-Bologna – sempre che Guaraldi decida di mettersi da parte – coinvolgendo l’imprenditoria locale, almeno provandoci? Dalla politica al campo, il passo è brevissimo perché da un lato ci sono Montella e i suoi bad boys, dall’altra un Bologna agganciato dal già spacciato Sassuolo al terz’ultimo posto e con la benzina al minimo. Non solo. La Fiorentina comunica con i giornalisti, il Bologna no. Emerge durante la settimana la necessità di essere più aperti e lucidi nei confronti di cronisti e tifosi. Il silenzio stampa e gli allenamenti a porte chiuse non hanno portato i frutti sperati, anzi, al contrario è stato un isolamento che ha creato un effetto di malinconia, che in questo momento della stagione era da evitare. Adesso si regalano biglietti per rimediare. E allora si faccia una domanda e si dia una risposta, si direbbe in questo caso, sullo stile marzulliano. I punti interrogativi sarebbero tanti anche sulla diatriba Guaraldi-Ballardini. Il presidente interviene sull’operato del tecnico e lo fa suggerendo l’inclusione di Perez e Bianchi nei titolari. Due giocatori esperti, seppur in calo di forma, in un momento delicato possono avere la freddezza necessaria, che altri giovani ancora non hanno. Grottesco che Ballardini non ci sia arrivato da solo e abbia dovuto affidarsi ai consigli di Guaraldi, “grande” esperto di tattica. E’ un anno storto in tutto e per tutto, dove hanno sbagliato tutti: da Pioli a Ballardini, passando ovviamente per la società, la più colpevole. Ma non dimentichiamo i tifosi, che dopo l’esordio di Ballardini contro la Lazio, uno 0-0 di grande ordine tattico, hanno pensato bene di fischiare la squadra, atteggiamento inutile e controproducente. E lasciamo perdere la critica, in grande maggioranza sul carro fino a poco fa. Infine, chiudiamo con un’ultima considerazione, non da meno. Il Bologna non ha peso politico e lo dimostra il fatto che il Sassuolo giocherà contro Juventus e Fiorentina sempre dopo i rossoblù, con il vantaggio di sapere il risultato dei diretti avversari per la salvezza. Insomma, non contiamo più nulla, pare.

Alberto Bortolotti

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3 thoughts on “Sopra e sotto la Linea Gotica del calcio, due mondi diversi

  1. Giacomo

    Ma non dite bagianate… il bologna contro la lazio ANDAVA FISCHIATA punto e basta. Se si va allo stadio, si paga un biglietto per vedere ZERO tiri in porta è lecito fischiare. Eccome se lo è… che facciano un po di autocritica anche i giornalisti che l’unica cosa che sono bravi a fare è tirare indietro la mano dopo aver lanciato il sasso!

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  2. Mirko

    il Bologna rappresenta benissimo la città.
    NOBILE DECADUTA SENZA FUTURO.

    e vorrei ricordare, a costo di espormi a polemica, che anche a Bologna la politica locale ha fatto il tentativo di veicolare la squadra verso una determinata dirigenza. Ma mentre a firenze l’allora sindaco andò dritto dal paperone locale, qui il partito si è affidato all’uomo di fiducia, Consorte (o sbaglio qualcosa?).
    E dato che l’articolo -davvero intrigante- di Alberto Bortolotti parte da una considerazione non calcistica ma di colore politico, io mi domando come si possa affidarci ad una persona che ha subito processi e condanne per la vicenda della scalata unipol (sbaglio?)… roba che -politicamente parlando- se fosse stato un uomo di fiducia della controparte, come minimo sarebbe stato esiliato con ignomigna dalla città (o continuo a sbagliare?) invece visto che è della parte “giusta” allora tutto sommato sono tutti dettagli.
    e intanto il Bologna, come la città, va a fondo. Ma siamo tutti felici per il rosso più o meno fuoco stinto…

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    1. Alberto BortolottiAlberto Bortolotti Post autore

      Debbo dire che come comizio, caro Mirko, ne ho visti di più documentati. Qualche particolare: 1) Nel dicembre 2010 al “potere” c’era Annamaria Cancellieri, nominato dal Ministro dell’Interno Maroni, premier Berlusconi. 2) Alle elezioni che il 24 maggio 2011 hanno laureato sindaco Virginio Merola Consorte ha appoggiato il candidato dell’UDC Stefano Aldrovandi, basta consultare la rassegna stampa dell’epoca. Il PD lo aveva “scomunicato” da un pezzo. 3)Per sovvertire l'”ordine costituito” basta vincere le elezioni, come, a Bologna, è già successo nel ’99. 4) Anzichè lamentarsi degli altri, come capita dal ’94, provare a legittimare le proprie vittorie con qualche provvedimento, magari non solo sul versante giudiziario e a vantaggio di più persone, non di una. 5) Con tutta la tua tirata simil-politica, il Bologna cosa c’entra?

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