In A speso più di un miliardo. Milan re del mercato, Sassuolo e Udinese flop


Si è chiuso il mercato più ricco degli ultimi anni con spese che hanno superato il miliardo di euro. Milan dominante, sorpresa Samp e tanti flop

– di Marco Vigarani –

Il nuovo Milan ha investito quasi 200 milioni di euro sul mercato (ph. PianetaMilan)

Sicuramente vecchio, probabilmente poco spettacolare, ma certamente quest’anno non si può dire che il calcio italiano sia povero. Alla chiusura delle trattative infatti per la prima volta in assoluto è stato sfondato il muro del miliardo di spese per il calciomercato toccando esattamente quota 1037,73 milioni di euro e difendendo così il secondo posto assoluto nella classifica alle spalle della Premier League inglese. Se pensiamo che nel 2014 si chiuse la sessione estiva con appena 335 milioni di investimenti, appare davvero clamorosa la crescita guidata ovviamente dal nuovo corso del Milan che ha decisamente stravolto le regole riportando alla memoria le esaltanti estati tra Anni 90 e Duemila. Il club rossonero infatti è sicuramente il re del calciomercato con quasi 200 milioni spesi per rivoluzionare la rosa a disposizione di Montella e lanciare l’inseguimento alla Juventus che ha chiuso comunque con 150 milioni di spesa ma un saldo finale in rosso di appena 25 milioni a testimonianza di un intenso lavoro anche in uscita per andare a caccia di un buon equilibrio tra entrate ed uscite.

La Sampdoria del presidente Ferrero è stata la protagonista delle ultime ore di mercato (ph. gazzetta.it)

Le vere sorprese del mercato italiano però si chiamano sicuramente Sampdoria e Torino che hanno movimentato le ultime ore di trattative con una serie di operazioni importanti reinvestendo capitali appena ottenuti da cessioni pesanti. I blucerchiati hanno infatti ceduto Skriniar e Murial incassando 43 milioni ma si sono anche garantiti un introito complessivo di altri 42 milioni con il passaggio di Schick alla Roma: ecco che allora è stato possibile prelevare dal Napoli sia Strinic che Zapata per un totale di 22 milioni che si aggiungono a Caprari (12) e Ramirez (9). Il Torino invece ha ceduto nelle ultime curve del mercato Zappacosta al Chelsea per 25 milioni più possibili bonus andando poi immediatamente però a chiudere anche gli arrivi di Niang, Ansaldi e Burdisso per puntellare una rosa comunque già ritoccata nei mesi precedenti. Ha poi portato a termine una vera e propria rivoluzione la Fiorentina movimentando ben 45 atleti e cambiando per sette undicesimi la probabile formazione titolare.

Deludente il lavoro del Bologna di Saputo, Fenucci e Bigon (ph. Schicchi)

Per alcune realtà virtuose, fantasiose o munifiche troviamo però anche il rovescio della medaglia composto da club che avrebbero potenziali economici importanti ma che preferiscono attendere gli eventi senza rinforzare (se non indebolendo) l’organico nella presunzione di non rischiare quasi nulla in termini di permanenza in Serie). Ha stupito tutti ad esempio l’atteggiameno di Udinese e Sassuolo che nell’ultimo giorno di trattative si sono indebolite perdendo pezzi importanti del puzzle tecnico-tattico senza sostituirli. Entrambi i club hanno chiuso l’estate con un bilancio in rosso di appena 4 milioni di euro mentre è addirittura in territorio positivo il dato del Genoa (+5,2). I liguri hanno rivoluzionato l’organico e la potenziale squadra titolare mettendo a disposizione di mister Juric giocatori affidabili in prestito o a basso costo. Compone il poker dei flop il Bologna che addirittura è riuscito a segnare un -10 milioni a fine mercato senza però riuscire in alcun modo a rinforzare una rosa già orfana da parecchi mesi di Dzemaili.

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