Spettacolo Stella Rossa a Reggio, ma solo in curva


I tifosi della Stella Rossa accendono la sfida contro il Sassuolo tra imponenti misure di sicurezza ma la squadra non è all’altezza

– di Alberto Bortolotti –

I tifosi della Stella Rossa al Mapei Stadium

I tifosi della Stella Rossa al Mapei Stadium

500 componenti di una torcida colorata su 6891 paganti (quelli vestiti, molti sono a torso nudo, ma la serata lo consente, clima tropicale), chiassosa, agitata, magari con un po’ (tanta) birra in corpo ma nessun incidente di rilievo segnalato. Reggio ha adottato misure di sicurezza eccezionali per il match di Europa League con la Stella Rossa (Crvena Zvedva in serbo, solo Zvedva nei canti del popolo biancorosso), Piazza Prampolini chiusa, elicottero per 4 ore a volteggiare sopra la Città del Tricolore, vigili urbani mobilitati, poliziotti in assetto antisommossa.
Nessuna traccia, neanche nei vessilli, della Tigre Arkan. C’era, dopo sei anni, Ivan Bogdanov ma non ha fatto danni. Fanno un po’ tenerezza i 100 abituali ultras neroverdi (pubblico totale, al botteghino…), che assomigliano di più al cantore ufficiale Nek che non alle tifoserie crude e politicizzate che spesso si vedono. Tutto in curioso contrasto con l’impeccabile organizzazione sassolese. Il Mapei Stadium è un salotto raccolto e ben gestito, un piccolo San Siro (dal propretario prima, ceo poi, in giù molti sono milanesi) ordinato ed efficiente, mai sopra le righe, con un atteggiamento collaborativo verso i media che raramente si vede in campi più blasonati e spesso pretenziosi.
In tribuna il neoacquisto Matri e il vecchio mister Pioli con il fido Murelli. Il primo tempo si chiude sul 2-0 per i padroni di casa e con uno score che fotografa crudamente la realtà ai danni degli ospiti: 9 conclusioni a 1 verso la porta. Il tasso di gioventù è simile, la Stella Rossa ha in campo un ’93, Poletanovic, un ’94, Ruiz, e un ’95, Ristic. Il Sassuolo due ’93, Duncan e Politano, e un ’94, Berardi.
Nel secondo tempo si accende un fumogeno (ma non erano proibiti?) ma il timbro di voce dei belgradesi è più fioco. Si acquietano ancora di più dopo il 3-0. Prima e dopo pali e occasioni a ripetizione. Alla fine i tiri sono 18 a 2. Risultato corrispondente all’aritmetica diciamo 5-0.
La qualità premia anche in Europa. Saranno in pochi (alla fine intonano l’Inno di Mameli, gradito), sarà un trapianto, ma il Sassuolo dà spettacolo. La Stella Rossa solo in curva.

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