Sprofondo Fortitudo, a Trieste non c’è gara


La Fortitudo esce pesantemente sconfitta da Trieste dove perde di ben 28 punti. Serata da dimenticare per i biancoblù, ancora privi di Montano ma anche di una certa identità

– di Massimo Righi –

Boniciolli è ancora in cerca della vera Fortitudo (ph. Fortitudo)

Boniciolli è ancora in cerca della vera Fortitudo (ph. Fortitudo)

È la classica stangata quella subita dalla Fortitudo a Trieste, dominata dai padroni di casa che hanno letteralmente schiacciato l’Aquila, incapace di reagire alle giocate giuliane, nonostante un inizio incoraggiante. Boniciolli, sebbene ancora privo di Montano, non è riuscito a tirare fuori dai suoi quegli attributi che sono prerogativa delle sue squadre. Alla fine dei conti, il -28 subito dalla Fortitudo è una mazzata da cui servirà rialzarsi quanto prima.

Nonostante la Effe parta bene grazie al solito Radic che firmerà poi 18 punti, unica buona notizia della giornataccia biancoblù, il vantaggio ospite dura poco, con i padroni di casa a piazzare un 12-2 mortifero che inverte subito l’inerzia del gioco. Pecile illumina la strada e la squadra lo segue: il primo quarto si chiude 23-19 per la truppa di Dalmasson. Parks e Zahariev sono ispirati e fanno incetta di punti, Boniciolli prova a cambiare qualcosa con le rotazioni ma il responso non cambia. Trieste attacca, va in contropiede e vede il canestro che è una meraviglia, per la Fortitudo è l’esatto opposto anche se all’intervallo lungo ricuce a -9 con Candi in extremis dall’arco per il 43-34.

Al ritorno sul parquet, Trieste è reattiva e guidata da un sempre lucido e straordinario Pecile che segna e fa segnare coadiuvato da un Bossi reattivo e generoso. Di contro la Fortitudo si eclissa clamorosamente dal campo con Boniciolli che non sa più a che santo votarsi per risvegliare i suoi. Al terzo intervallo il punteggio è di 59-42 per i giuliani. La partita entra presto in garbage time con i padroni di casa a far bottino sopra le ossa rotte della Fortitudo e con il figlio di Boniciolli a trionfare in campo davanti al padre sulla panchina bolognese: finisce 88-60.

Trieste 88: Parks 18, Bossi 5, Coronica 13, Boniciolli P., Ferraro, Pecile 13, Baldasso 2, Landi 3, Prandin 10, Pipitone 4, Canavesi 9, Zahariev 11. All. Dalmasson

Fortitudo 60: Rovatti, Quaglia 1, Radic 18, Candi 3, Iannilli 4, Campogrande 3, Sorrentino 7, Raucci 5, Carraretto 4, Flowers 9, Italiano 6. Ne: Lucchetta. All. Boniciolli

Classifica:
Treviso 8, Mantova, Brescia, Imola 6, Verona, Ravenna, Chieti, Roseto, Jesi, Trieste, Legnano,  Treviglio 4, Ferrara, Matera, Bologna 2, Recanati 0

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