Suicidio Ducati in Argentina. Vince Marquez, Rossi secondo


Incredibile epilogo per le Ducati in Argentina con Iannone elimina anche Dovizioso lasciando Rossi e Pedrosa a completare il podio alle spalle di Marquez

– di Marco Vigarani –

Il fotogramma del contatto suicida tra Iannone e Dovizioso (ph. Gazzetta dello Sport)

Il fotogramma del contatto suicida tra Iannone e Dovizioso della Ducati (ph. Gazzetta dello Sport)

Non è stato davvero il weekend del rosso italiano nel mondo dei motori anche se il ritiro di Vettel nella Formula 1 sembra nulla se paragonato a quanto successo in MotoGP. Le Ducati stavano portando a termine una bella gara conseguendo il secondo ed il terzo posto rispettivamente con Dovizioso e Iannone con la conseguenza di una bella manciata di punti in più in classifica costruttori ma soprattutto una bella iniezione di autostima per il team italiano che ha dimostrato tra test e Qatar di aver fatto passi avanti importanti. Invece all’ultimo e decisivo giro il pilota abruzzese ha tentato un sorpasso azzardato sul compagno di squadra che lo precedeva causando una carambola suicida che ha estromesso entrambe le moto dalla gara a poche centinaia di metri dal traguardo: sgomento e rabbia nel box quanto tra gli appassionati italiani che si sono rispecchiati nella parole del direttore sportivoa Ciabatti: “Un attacco del genere dal proprio compagno di squadra non deve accadere“. L’ombra di Lorenzo sta spingendo in particolare Iannone a spingere per difendere il proprio posto ma il rischio che si rompa l’equilibrio esistente in Ducati oggi è concreto dopo le parole di Dovizioso che ha detto: “Dopo l’incidente non ho visto Iannone, né ci ho parlato, so che è stato convocato in Direzione Gara, ma non cambia tanto per me: quello che penso lo pensavo anche prima e questa è solo la conferma. Avevamo una grossa chance, ma chi ha provato l’attacco lo ha fatto nel modo sbagliato“. Il colpevole Iannone invece si è scusato: “Sono molto dispiaciuto, non è quello che volevo fare. Appena vedrò Dovi mi scuserò con lui: ho frenato nel suo stesso punto, e mi si è chiuso anteriore forse era sporco. Mi spiace tantissimo, ne pagherò le conseguenze ma non era mia intenzione privare la squadra di un doppio podio“. Nella notte è arrivata una penalizzazione di tre posizioni in griglia per il GP di Austin e di un punto in classifica sulla licenza.

Marquez festeggia in Argentina davanti a Rossi (AP Photo/Victor R. Caivano)

Marquez festeggia in Argentina davanti a Rossi (AP Photo/Victor R. Caivano)

Esaurita la pagina amara per l’Italia, non resta che raccontare questo GP d’Argentina divertente ed incerto che ha visto finalmente andare in scena per qualche giro il duello tra Marquez e Rossi almeno fino al decimo giro quando, dopo il contemporaneo cambio di moto, la Honda ha dato allo spagnolo un passo nettamente migliore di quello della Yamaha che ha obbligato il veterano ad una gara difensiva limitando i danni e restando in scia alle Ducati. Il campione in carica Lorenzo, in difficoltà da diversi giorni e probabilmente distratto dalle sirene di mercato, è uscito di scena troppo presto privando la gara di un contendente agguerrito ed infine l’harakiri tra i due ducatisti ha regalato a Rossi il secondo e a Pedrosa il terzo posto: due traguardi nettamente superiori ai meriti dei piloti e frutto prevalentemente della fortuna. L’esperto pilota di Tavullia ha infatti commentato alla fine: “Mi è andata bene alla fine e sono stato fortunato a salire sul podio. È successo quello che si è visto ma oggi era facile fare un errore: bisognava pregare per stare in piedi“. Interessanti i piazzamenti appena fuori dal podio di Laverty e Barbera.

Classifica piloti
Marquez 41; Rossi 33; Pedrosa 27; Lorenzo 25; Dovizioso 23; Espargaro P. 19; Barbera 18; Laverty 17; Smith 16; Vinales, Espargaro A. 10; Bautista, Bradl 9; Rabat 8; Redding 6; Pirro 4; Miller 2.

Classifica squadre
Yamaha 45; Honda 41; Ducati 33; Suzuki 15; Aprilia 12.

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