Super Italia nel primo tempo: 4 sberle al Liechtenstein. Spagna ancora 1^


L’Italia di Giampiero Ventura abbatte il Liechtenstein 0-4 nella trasferta di Vaduz. Doppio Belotti, Immobile e Candreva chiudono la pratica nel primo tempo

– di Tiziano De Santis –

Ciro Immobile (sx.) e Andrea Belotti (dx) esultano dopo il gol azzurro in Liechtenstein-Italia 0-4 (ph. It.eurosport.com)

Ciro Immobile (sx.) e Andrea Belotti (dx) esultano dopo il gol azzurro in Liechtenstein-Italia 0-4 (ph. It.eurosport.com)

Più veloci di così non si può essere. L’Italia di Giampiero Ventura annienta ogni rischio e paura nella trasferta di Vaduz, o meglio nel primo tempo del match contro il modesto Liechtenstein. Il tasso tecnico troppo differente tra le due squadre favorisce il pronostico a favore degli azzurri, capaci di dominare e sprecare nello stesso tempo, ritrovandosi, al triplice fischio finale, ancora secondi nel Gruppo G di qualificazione ai Mondiali russi del 2018. Già, perchè nonostante la parità di punti tra la Spagna di Lopetegui, prima in graduatoria, e la nostra selezione, a farla da padrona è la differenza reti a favore degli iberici, a +7 tra gol realizzati e subiti. L’Italia, tuttavia, dimostra di esserci e fa subito sul serio contro un avversario sicuramente non impossibile da battere, nonostante le parole della vigilia di Ventura e Buffon. A splendere è la luce di Andrea Belotti, autore della prima doppietta in nazionale. Le realizzazioni dell’attaccante granata aprono e chiudono la prima frazione di gara: all’11’ il colpo di testa di Romagnoli sull’angolo battuto dalla destra diventa l’assist per il Gallo rapace d’area di rigore, il quale fiuta la posizione giusta per insaccare lo 0-1. Al 44′ la verticalizzazione da manuale di Bonaventura viene capitalizzata dallo stesso numero 9, che controlla, si allarga e batte di sinistro Jehle per lo 0-4 decisivo. In mezzo, tuonano le marcature di Immobile al 12′, pescato bene di testa da Belotti e freddo nel superare il portiere rivale di destro, e di Candreva al 32′, chirurgico, di sinistro, nello sfruttare al massimo la discesa sulla fascia di De Sciglio e il suo preciso traversone rasoterra. Tutto il resto si racchiude in una ripresa a ritmo sempre più basso e in una serie di occasioni mancate per un risultato ancora più tondo: Belotti e Zaza si divorano un paio di gol a testa, mica poco considerando lo score finale di 4-0 tra Spagna e Macedonia, con il conseguente allungo iberico nella così innocua, quanto spietata differenza reti. Il 4-2-4 studiato da Ventura esalta sicuramente il gioco offensivo degli azzurri contro dei team medio-piccoli tecnicamente parlando. Bisognerà capire se il nuovo modulo sia in grado di dare i suoi benefici anche contro squadre del calibro della Germania, prossimo avversario dell’Italia nell’amichevole di San Siro di martedì prossimo. Di certo un poker prima dell’intervallo la nostra nazionale non lo realizzava dal lontano 1987, fattore di non poco conto per chi rischia sempre qualcosa di troppo anche quando non dovrebbe. Vaduz è l’ulteriore conferma, nello stesso tempo, della striscia positiva di 18 gare con gol all’attivo per gli azzurri, imbattuti nelle qualificazioni a Mondiali ed Europei da ben 54 incontri. La serata di martedì sarà la prova vera e propria del nostro livello al cospetto di corazzate come quella tedesca. Accontentarsi non basta nel calcio, soprattutto in un periodo di rinascimento a volte riconoscibile a volte meno nella moderna restaurazione calcistica italiana.

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