Supercoppa Italiana alla Lazio: il cielo di Roma è biancoceleste. Juventus ko


La Lazio piega la Juventus 3-2 in un match pirotecnico e con un finale al cardiopalma. I ragazzi d Inzaghi alzano al cielo il primo trofeo della stagione, mentre per Allegri c’è da riflettere molto

-di Calogero Destro-

Nella notte romana festeggia la Lazio: Juventus battuta 3-2 (ph. Zimbio)

E’ la Lazio di Simone Inzaghi ad aggiudicarsi il primo trofeo della stagione. I biancocelesti piegano la Juventus 3-2 con un gol di Murgia al 92’ e condannano la squadra di Allegri, che pure era riuscita a riacciuffare una gara che ormai sembrava definitivamente segnata. Fino alla fine: è il motto della Juventus, che dopo essere andata sotto per 2-0 (doppietta di uno scatenato Immobile) nel giro di 6 minuti, tra l’85’ e il 91’, aveva prima accorciato con la perla su punizione di Dybala e poi impattato su rigore – molto contestato – dello stesso puntero argentino. Ma nessuno aveva calcolato il colpo di scena. I bianconeri peccano di presunzione, pensando di poterla vincere e vengono puniti ancora. Lukaku sfonda sulla sinistra sfruttando un errore di un disastroso De Sciglio, la mette a rimorchio e trova l’apoteosi di Murgia: 3-2 Lazio e Supercoppa in bacheca.

Juventus rimandata– Il 3-5-1-1 della Lazio, con M. Savic dietro Immobile e un centrocampo folto e dinamico, ha messo in grande difficoltà i bianconeri, troppo compassati nello sviluppo della manovra e sofferenti il pressing biancoceleste. Ancora una volta, dopo l’addio di Bonucci, Benatia non ha convinto, mentre Barzagli mostra – comprensibilmente – qualche scricchiolio di troppo. Il solo, seppur immenso Chiellini, non è bastato, ne potrà bastare nel futuro prossimo. In mezzo al campo Pjanic e Khedira sono apparsi lenti e imprecisi. In avanti, esclusa l’esuberanza di Dybala, all’esordio con la 10 sulle spalle, si è fatto ben poco. Il 4-2-3-1, come si è visto stasera, non è praticabile senza lo spirito di sacrificio degli attaccanti e un centrocampo che accompagni costantemente ad ogni azione. Inoltre, ed è davvero evidente, manca un terzino destro affidabile e di qualità: troppo grande la forbice tra i due esterni bassi dei bianconeri. Una nota positiva però c’è. Si tratta di Douglas Costa, partito dalla panchina ma in grado di accendere la luce appena messo piede in campo. Per rendere al meglio, però, dovrà giocare a destra – e Allegri sembra essersene accorto troppo tardi – per poter sfruttare al massimo il rientro su un mancino delizioso, col quale può mettere cross forti e tagliati, ma anche cercare l’uno-due nello stretto o la conclusione a giro.

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