Taci patron del Parma, a fari spenti


Rezart Taci è il socio forte del nuovo corso del Parma. Il club ducale sarà diretto da dietro le quinte dal petroliere albanese che nel 2009 tentò di comprare il Bologna e poi il Milan

 – di Massimo Righi –

Rezart Taci (ph tvklan.al)

Rezart Taci (ph tvklan.al)

Il Parma del nuovo corso è solo in apparenza di Fabio Giordano perché dietro ai ducali ci sono i milioni di Rezart Taci, petroliere albanese che nel 2009 tentò prima di acquistare il Bologna e poi il Milan. Il magnate è quindi riuscito ad entrare nel calcio italiano dopo due tentativi andati a vuoto. Ora gestirà il Parma dopo averlo rilevato dalla gestione Ghirardi, sull’orlo del precipizio finanziario. Non sarà però un presidente sotto i riflettori, ma un padrone dietro le quinte (la società tramite cui ha acquistato il club è la Dastraso Holdings Limited) come ha già fatto capire. Non è un mistero che il Parma sia suo, ma Taci preferisce questo low profile: infatti il suo nome non compare in alcun atto burocratico, anche se a “tradirlo” è stato proprio il neo acquisto Andi Lila, calciatore albanese, che ha subito ringraziato la famiglia Taçi per avergli dato l’occasione di giocare in Italia.

Precedenti – Già nel 2009, Taci tentò già di entrare nel calcio italiano. Dapprima sembrò ad un passo dal rilevare il Bologna dalla gestione Menarini in estate: sembrava tutto fatto, la presentazione all’allora sindaco Delbono, le rassicurazioni sul buon esito dell’affare, sorrisi e foto davanti al Diana. Poi, proprio il giorno della presentazione mentre il catering era già pronto, il dietrofront mai spiegato. La città sprofondò nell’incredulità dopo aver sognato di tornare a lottare per traguardi importanti mentre i Menarini rimasero senza acquirenti a cui cedere un club che iniziava a pesare parecchio. Dopodiché, nell’ottobre dello stesso anno, sfruttando le proprie conoscenze, Taci si avvicinò al Milan presentandosi a Berlusconi e Galliani e proponendosi per l’acquisto del club rossonero: i due rispondono picche ma i rapporti fra le parti rimasero buoni e Taci diventò sponsor del Milan nel giro di poche settimane.

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