Tacopina contro Saputo: ecco gli atti del primo dibattimento


Si è svolto il primo dibattimento presso il tribunale di New York riguardante la causa tra Joe Tacopina e Joey Saputo: ecco la sintesi di quanto accaduto in aula

– di Marco Vigarani –

Alla presenza del giudice Jeffrey Oing, lo scorso 10 settembre si sono presentati in aula i legali John Goldman e Sheila Sadighi rispettivamente a nome di Joe Tacopina e Joey Saputo. Ecco il resoconto in sintesi del dibattimento presentato mantenendo la forma del botta e risposta tra le parti per concludersi con le riflessioni finali del giudice.

Joe Tacopina spiega le sue ragioni a Sestola

Joe Tacopina è stato rappresentato dall’avvocato John Goldman

Avvocato John Goldman – “Saputo cerca di estinguere un accordo con Tacopina che viene presentato come Reperto A composto di quattro o cinque pagine, stipulato il 1 dicembre 2014 successivamente alle richieste di Saputo di intervenire con maggiori investimenti per ripianare la situazione debitoria. L’accordo prevedeva prestiti per sostenere gli aumenti di capitale a termini precisi ma soprattutto il mantenimento della carica di presidente che è molto importante per Tacopina: egli è davvero trattato come una rockstar per avere resuscitato un club che è stato straordinario per tanti anni allo scopo di riportarlo subito in Serie A dopo la retrocessione. Il documento illustra chiaramente tutti i passaggi necessari ad un’inversione dei ruoli ma il problema inizia con i mancati pagamenti dovuti da Saputo per far fronte agli ingenti aumenti di capitale sapientemente orchestrati nella consapevolezza che Tacopina non avrebbe potuto fare determinati investimenti con le sue sole forze. Si legge anche chiaramente che Saputo ha dichiarato di non voler rispettare l’accordo e la lettera di pochi giorni fa che punta ad estinguerlo ci ha obbligati ad agire dopo numerosi tentativi di mediazione tra le parti. Si trattava di una questione facilmente risolvibile ma ora non possono più coesistere. Saputo aveva l’obbligo di prestare a Tacopina il denaro ed invece ora la quota societaria di Tacopina è pari al 13,69% mentre invece Saputo afferma che il suo prestito di 2 milioni abbia raggiunto il limite stabilito dall’accordo per il primo anno ma riteniamo che questo non sia corretto visto che il 1 luglio è iniziato il secondo anno fiscale dell’esercizio e che comunque l’impegno sarebbe stato da estendere, a condizioni differenti, per qualsiasi altro aumento di capitale

Il chairman rossoblù Joey Saputo

Joey Saputo è stato rappresentato dall’avvocato Sheila Sadighi

Avvocato Sheila Sadighi – “Noi abbiamo una visione diversa dell’accordo e pensiamo che il primo anno si concluda soltanto nel dicembre del 2015 a dodici mesi dalla stipula senza essere legato all’anno fiscale. In realtà il 23 luglio Tacopina sapeva già benissimo che Saputo non gli avrebbe prestato i soldi e che la sua quota sarebbe quindi scesa sotto il 15% andando ad estinguere i termini dell’accordo perciò la lettera di notifica inviata a settembre non cambia nulla. In essa si comunica soltanto il completamento dell’aumento di capitale e, in ottemperanza all’accordo stipulato tra le parti, la modifica dello status quo comporta la cessazione del contratto anche se sono stati concessi cinque giorni per tornare sopra il 15% mediante un investimento pari a circa 4,5 milioni di dollari. La cifra è significativa perchè il club non poteva andare avanti con un deficit che pertanto è stato ripianato e successivamente al ritorno in Serie A sono anche aumentati i costi: gli aumenti di capitale erano assolutamente necessari. Inoltre va specificato che gli altri investitori hanno fatto la loro parte nell’aumento di capitale del 23 luglio mentre invece Tacopina non ha preso parte ad esso pur avendo tempo fino al 31 agosto e quindi l’accordo è stato terminato. Per sottrargli ufficialmente la carica di presidente sarà necessario un Consiglio di Amministrazione ma in questi giorni ha agito ancora come tale in Italia e nessuno è intervenuto per impedirglielo: semplicemente non sarà pagato per questo. Riteniamo inoltre che non sia stato arrecato un danno di particolare rilevanza a Tacopina visto che già da diversi mesi non aveva più la maggioranza assoluta delle quote

Joe Tacopina e Rick Perna al momento della firma

Tacopina e Rick Perna della Park Lane Investments

Avvocato John Goldman – “In luglio chiedemmo immediatamente al consigliere Stuart Goldfarb un prospetto relativo alla nuova suddivisione delle quote in seguito al nuovo aumento di capitale ma non lo ricevemmo mai. Non ci siamo presentati davanti a questa corte prima di questa data perchè non avevamo idea delle conseguenze degli ultimi atti compiuti da Saputo. Va inoltre precisato che tutto nasce dalla mancanza di 15 milioni di euro che dovevano essere versati dalla Park Lane Investments che venne meno all’accordo comportando una richiesta immediata di un maggior impegno da parte di Saputo che però disse anche di non essere più intenzionato a prevaricare Tacopina e tale affermazione è stata registrata. Il danno arrecato al mio cliente è irreparabile non solo a livello economico ma anche in fatto di perdita di potere su un club che oggi forse è l’unico economicamente sano nel mondo dello sport e che riceverà ulteriori introiti in seguito alla promozione in Serie A: con questa percentuale Tacopina non avrà più modo di difendere i suoi investimenti nel club e partecipare alle decisioni strategiche della società non avendo più di due voti in Consiglio

Tacopina e Saputo il giorno della presentazione del nuovo corso

Tacopina e Saputo vanno verso un inevitabile divorzio

Avvocato Sheila Sadighi – “Noi abbiamo offerto un termine ulteriore di cinque giorni per rispondere all’aumento di capitale. L’unico effetto che oggi potrebbe avere un ordine restrittivo temporaneo è concedere a Tacopina di percepire lo stipendio da presidente ma non ripristinerebbe lo status quo precedente. La verità è che egli è ossessionato dal calcio, si sente una rockstar ed ama essere il volto della società ma non la governa ormai dallo scorso febbraio. È l’amministratore delegato Claudio Fenucci a rivestire questo compito: l’unica responsabilità concessa a Tacopina è parlare con la stampa. Egli aveva un ruolo nella Roma e l’ha perso, ha visto l’opportunità di entrare nel Bologna senza avere il denaro per salvare il club mentre invece Saputo non voleva la maggioranza ma è entrato soltanto per un ruolo di minoranza

Giudice Jeffrey Oing – “Non capisco a cosa possa servire oggi un ordine restrittivo temporaneo quando ormai, non avendo aderito all’aumento di capitale entro il 31 agosto, Tacopina è ormai fuori dai giochi e non c’è più niente da preservare. Sono accaduti troppi eventi prima di questo dibattimento per concedere questo ordine restrittivo che non credo possa prevenire alcun evento gravemente irreparabile per le parti in causa. Se vorrete trovare un accordo sarete liberi di farlo ma non credo che sia argomento di competenza di questa corte entrare nei meccanismi di questo business. Concedo però un’ingiunzione preliminare che possa consentire a Tacopina e Saputo, uomini di grande esperienza, di trovare insieme il modo migliore per uscire da questa vicenda

Su richiesta dell’avvocato Goldman il giudice ha quindi accettato di fissare una nuova udienza alla presenza sia di Joe Tacopina che di Joey Saputo per provare a mediare tra le parti in causa e trovare una soluzione che ponga fine alla vicenda con la consapevolezza che il divorzio è ormai inevitabile.

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