Tacopina ignorato ma attacca: “Amo Bologna e voglio restare”


Joe Tacopina si sfoga nel post partita e parla della causa mossa al socio Saputo. In tribuna l’ad Fenucci aveva invece evitato di sedersi di fianco al presidente

– di Marco Vigarani –

Il presidente Tacopina posa davanti al centro tecnico di Casteldebole

Il presidente Tacopina posa davanti al centro tecnico di Casteldebole

La guerra tra Joe Tacopina e Joey Saputo è ormai aperta da diversi giorni e la presenza in Italia del presidente rossoblù esautorato dal socio di maggioranza non poteva che acuire ulteriormente il livello della tensione tra le parti. Nel prepartita di Sampdoria-Bologna a dire il vero l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva spiegato: “Le problematiche emerse in questi giorni in America non stanno influendo in alcun modo sul lavoro della squadra e non hanno neanche indotto in Saputo una perdita di entusiasmo per il progetto Bologna“. Pochi minuti dopo però lo stesso dirigente rossoblù, arrivato in società da Roma dove già aveva lavorato con Tacopina, non appena ha visto l’avvocato newyorkese avvicinarsi a lui per prendere posto al suo fianco in tribuna ha scelto di alzarsi e cambiare seduta isolando il presidente nella serata in cui a Marassi era presente anche uno dei figli del chairman Joey Saputo. Si tratta di una scena avvenuta nel cuore della tribuna del Ferraris davanti agli occhi di tutti i media presenti e che ha chiaramente un forte valore simbolico nell’ottica di un’ulteriore definizione dei rapporti interni alla società.

Dopo la gara allora è toccato a Tacopina, dopo qualche parola di incoraggiamento alla squadra, prendere la parola sull’argomento scottante, anche se con le dovute precauzioni ed impiegando la lingua inglese per evitare fraintendimenti, spiegando: “Mi dispiace tantissimo per tutto questo ma è stato Saputo ad avviare i problemi violando gli accordi presi ed inviando quella lettera in cui mi comunicava la mia estromissione dal club: dovrebbe avere più rispetto per il mio lavoro nel Bologna. È triste inoltre vedere i comportamenti di persone che ho portato io a lavorare per la società rossoblù: sono in tanti a dimenticare tutto quello che ho fatto per amore di questa città e di questi colori. Non è una semplice questione di soldi perchè in questo anno ho chiaramente trascurato la mia attività forense, ho impiegato denaro e tempo per il Bologna senza ricevere neanche lo stipendio che avevamo pattuito con Saputo. Voglio però specificare che non faccio tutto questo per andare ad investire in un’altra società (il Venezia, ndr) perchè amo davvero questa città e questo progetto: avrei potuto portare questi investimenti a Parma o a Verona, ma ho scelto Bologna e voglio continuare ad essere presidente di questo club“.

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