Taider, il ritorno: “Felice di essere di nuovo qui”


Ultima presentazione a Casteldebole, protagonista Saphir Taider che torna dopo la cessione di due anni fa. Vestirà la numero 8

– di Luigi Polce –

Ultimo giro di presentazioni in quel di Casteldebole, in realtà quella odierna non è una novità assoluta: si tratta infatti di Saphir Taider, già transitato a Bologna e partito destinazione Inter ormai due anni fa. Lo introduce Claudio Fenucci, con poche ma efficaci parole: “Abbiamo fatto il record di presentazioni – dice sorridendo –, ovviamente siamo molto contenti di aver completato l’organico con Taider, calciatore che seppur giovane ha già una buona esperienza in A. E’ un ritorno per lui, e credo sia venuto con grandi stimoli per fare un lungo percorso assieme a noi, visto che arriva in prestito con obbligo di riscatto per cui è un giocatore del Bologna a tutti gli effetti”.

Taider torna a Bologna (ph. Bologna fc)

Taider torna a Bologna (ph. Bologna fc)

La palla passa poi a Saphir, che già si sente a casa: “Per me tornare è una bella soddisfazione, conosco già la città e mi sono sentito subito a casa appena sono tornato. Quando sono arrivato a Bologna ero un ragazzino, senza alcuna presenza in A, ora mi sento molto più maturo e sono cambiato anche come calciatore: sono diventato più fisico e gioco con più semplicità, provando ad essere decisivo”. Torna dopo la grande chance all’Inter, forse non pienamente sfruttata: “Il primo anno è stato buono perché ho giocato quasi sempre, poi ho deciso di andare via in prestito per avere continuità, e non è vero che ho aspettato l’Inter prima di accettare Bologna. Avevo delle altre proposte, quello sì, e volevo pensarci bene prima di fare una scelta. Parlando con mia moglie ho scelto di venire qua e sono felice, voglio fare bene e dare tutto per questa maglia. Poi in futuro potrei anche tornare in un grande club, ma per il momento penso solo al Bologna”. Sul suo ritorno poi, una precisazione: “Guardando la situazione dall’esterno, sicuramente non è lo stesso Bologna che ho lasciato, ecco perché ho deciso di tornare sapendo di trovare una situazione diversa. Rispetto al Sassuolo – sua ex squadra – il progetto è simile, il Bologna è un grande club che ha vinto tanto in Italia”.

Partì che aveva la maglia numero 6, torna scegliendo la 8, quella che fu di un certo Giacomo Bulgarelli: “E’ un numero che mi è sempre piaciuto, infatti l’ho preso anche in Nazionale, e so che è importante perché l’ha avuto sulle spalle un grande calciatore che ha fatto la storia qui. Non mi paragono a lui, voglio solo onorare questa maglia e dare tutto in campo”. Qualche analogia con il suo “primo” Bologna potrebbe invece ritrovarla in campo, con Delio Rossi che sta provando il 4-2-3-1 che ricorda molto Pioli: “Non ho prefenze sul modo di giocare, c’è il mister che sceglie e noi ci adattiamo. Ripeto, l’importante è dare tutto per la maglia, sapendo che devo provare a fare con i giovani quello che hanno fatto per me calciatori come Perez e Di Vaio, per prenderci delle belle soddisfazioni”. Infine una curiosità su Corvino, che provò a portarlo a Firenze quando lui giocava ancora in Francia: “E’ vero, quando giocavo in Ligue 2 Corvino mi aveva invitato a casa sua per parlare, io andai a prendere un caffè assieme a lui ma poi decisi di venire a Bologna per avere spazio”. Le sliding doors del destino, quello di Saphir avrà ancora forti tinte rossoblù.

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