Tavecchio batte Abodi con il 54%: ecco il programma per il nuovo mandato


Carlo Tavecchio resta alla guida della FIGC battendo Abodi. Conferma per le 20 squadre in A ma introduzione dello spareggio per non retrocedere

– di Marco Vigarani –

Il presidente della FIGC resta Carlo Tavecchio (ph. Gettyimages.com)

Sono servite tre votazioni ma alla fine il calcio italiano ha deciso di andare avanti per la strada vecchia. Non ce l’ha fatta Abodi a rovesciare gli equilibri nonostante una strenua lotta quasi fino all’ultima preferenza: Carlo Tavecchio è stato confermato alla guida della FIGC con il 54% dei voti. Durissima mattinata di confronto tra le varie anime del pallone tricolore con un acceso botta e risposta in particolare tra i calciatori rappresentati da Damiano Tommasi e gli allenatori presieduti da Renzo Ulivieri con i primi convinti fautori del cambiamento ed i secondi fondamentali con il loro appoggio nella conferma di Tavecchio. Il presidente uscente ha poi incassato l’appoggio degli arbitri volando così verso il successo festeggiato chiedendo una nuova coesione alle parti in causa: “Intendo dare atto al mio sfidante della correttezza dimostrata, ed ora dico che con la forza con cui ci si divide bisogna ritrovare la stessa forza per unire“. Il margine questa volta per Tavecchio è stato sicuramente minimo rispetto al netto 63% ottenuto nella sfida del 2014 contro Albertini ma negli ambienti della politica del calcio non esistevano grandi dubbi sul fatto che sarebbe arrivata una conferma fino al 2021. Indicato come l’uomo della continuità o dai detrattori come un dirigente di stampo conservatore, il numero uno della Federcalcio italiana non potrà però evitare di affrontare piccole e grandi sfide nel corso del nuovo mandato. A partire da una riforma sempre più impellente della formula della Serie A che, nelle idee di Tavecchio, dovrebbe comunque restare a 20 squadre almeno fino alla stagione 2020/21. Il cambiamento avverebbe quindi nella formula con due sole retrocessioni e l’introduzione di uno spareggio con la terza classificata della B come già accade in Germania, mondo dal quale arriverebbe anche la proposta di inserire in Lega Pro (senza possibilità di promozioni o retrocessioni) le seconde squadre dei club della massima categoria.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *