Tavecchio: “Dal 2016 stop alle spese folli. Rinnoverei Conte”


Il presidente federale Carlo Tavecchio ha inaugurato la stagione di Serie A ammonendo i club spendaccioni ma confermando piena fiducia e stima nel ct Antonio Conte

– di Marco Vigarani –

Carlo Tavecchio, presidente della FIGC (ph. Zimbio)

Carlo Tavecchio, presidente della FIGC (ph. Zimbio)

Fra poche ore inizierà una nuova stagione di Serie A e ieri pomeriggio il presidente federale Carlo Tavecchio ha voluto fare il punto della situazione. Intervenendo a Coverciano, egli ha toccato alcuni temi importanti destinati a far discutere partendo da un forte monito ai club che durante l’estate hanno sostenuto ingenti spese sul mercato. “Questo è l’ultimo torneo che parte senza regole amministrative chiare – ha annunciato Tavecchio – visto che dall’anno venturo vedremo chi sarà pronto. Nel 2016 prima di tutto si dovranno presentare impegni e ricavi e chi non sarà in regola subirà limitazioni sula campagna acquisti per evitare investimenti che non siano coperti da garanzie. Già quest’anno però capiremo se il sistema regge con questo tipo di gestione per trovare la quadratura dei bilanci. La riforma relativa alla rosa a 25 tesserati ad esempio consentirà di contenere i costi“.

Tavecchio poi si è rivolto direttamente agli arbitri dicendo: “Non siete la Madonna di Lourdes ma avete comunque un compito importantissimo perchè siete il primo grado di giudizio che ricade poi su tutto il sistema. Metteteci in condizione di fare un campionato in discesa: siamo nelle vostre mani per quanto riguarda il rispetto delle regole e dell’ordine“. Toccando infine il tema Nazionale, il numero uno della FIGC si è dimenticato del monito all’accortezza economica affermando: “Conte è uno dei migliori tecnici che abbia conosciuto, quindi l’Italia ha il massimo. Sono pronto a rinnovargli il contratto se me lo chiede alle condizioni della Puma. So che lo attende un processo ma siamo in un paese di garanzia: egli è indagato e rinviato a giudizio, ma non condannato. La condanna ha tre gradi di giudizio e con i tempi che hanno i magistrati arriviamo a dieci anni quindi…“.

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