Tavecchio pronto per riformare la serie A


Il presidente della FIGC Tavecchio, ha parlato stamattina di diversi temi fra cui, riforma della serie A, struttura del campionato in funzione della Nazionale e costi degli arbitri

– di Massimo Righi –

CarloTavecchio, presidente della FIGC

CarloTavecchio, presidente della FIGC

Questa mattina Carlo Tavecchio, presidente della FIGC, ha affrontato diversi temi a Radio Uno, dalla Nazionale alla riforma dei campionati“Mi piacerebbe vedere la Federazione al centro del nostro progetto, che sia un riferimento per tutto lo sport italiano – ha esordito Tavecchio –. Vorrei anche vedere sempre meno violenza legata al calcio, i tifosi devono capirlo”. Poi, riguardo alla tanto chiacchierata riforma del campionato di serie A: “Mi auguro che il 2015 sia l’anno giusto per iniziare la riforma dei campionati. Se si riducono le squadre di Serie A arrivando a 18, e Serie B a 20, gli introiti provenienti dai diritti TV aumenteranno per ogni squadra. Le società si stanno trasformando in entità che producono redditi o debiti. Ci sono società regolarmente iscritte ai campionati che poco dopo falliscono, in questi casi deve intervenire la federazione”.

Dal punti di vista della Nazionale, Tavecchio fa un discorso che coinvolge anche le tempistiche della prossima serie A: “Il prossimo campionato finirà il 15 maggio. Vedremo se inizierà prima o se si  giocherà durante le vacanze di Natale”. In questo modo, si consentirà al CT Antonio Conte di avere tempo sufficiente per preparare la fase finale degli Europei. “La Nazionale è un bene di tutti, è il riferimento di tutti gli. Le società che mandano i giocatori in Nazionale ottengono benefici perché i calciatori vengono rivalutati. La Nazionale non può essere secondaria, è una filosofia di Paese che va ricostruita. Ricordiamoci che chi gioca lo fa perché ha una tessera federale, senza, non ci sono Champions, Europa League, campionato o Mondiale”.

Infine, riguardo ai tagli nel mondo arbitrale: “Pur rispettando quello che l’Aia ha fatto finora, ci sono delle necessità di spending review. Non sono uno che chiude bilanci in passivo e una spending review dell’8% è fattibile, 4 milioni di euro non sono una chimera”. A farne le spese potrebbero essere gli arbitri di porta, una volta conclusa la stagione: “Se le società di serie A ritengono opportuna la tecnologia del gol-non gol si può risparmiare fino a un milione e mezzo di euro sugli addizionali, bisogna vedere se vale la pena mantenerli”.

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