Tavecchio si dimette e attacca. FIGC verso il commissariamento


Sono arrivate le dimissioni di Tavecchio che però non si rassegna al fallimento. Ora Malagò spinge per il commissariamento della FIGC

– di Marco Vigarani –

Come auspicato da più parti e prevedibile leggendo la storia dei grandi fallimenti della Nazionale, a pagare il prezzo dell’eliminazione dal Mondiale di Russia non sarà soltanto il ct Ventura. Nel corso del Consiglio Federale di questa mattina infatti, dopo un breve intervento commosso, il presidente Carlo Tavecchio ha rassegnato le proprie dimissioni arrendendosi all’evidenza. Era già capitato nell’unica altra situazione analoga datata 1958 ma anche all’indomani dell’eliminazione di Mondiali del 2014: nulla di nuovo, anzi sarebbe stato strano il contrario.

Carlo Tavecchio ha perso la maggioranza e si è dimesso (ph. Il Secolo XIX)

Si chiude dopo sei mesi dal rinnovo della carica l’esperienza del 74enne dirigente che però non accetta di andarsene in silenzio ed anzi attacca: “Siamo di fronte a un sistema sportivo che si permette di prendere decisioni gravi quando la Serie A e la Serie B non ci sono: il 23 e 27 eleggeranno i loro presidenti. Oggi siamo al 19 ma aspettare 8 giorni sembrava la tragedia mondiale del calcio italiano. Ora sapete che Ventura non lo ha scelto Tavecchio ma Tavecchio paga per Ventura. Io sono disperato per non aver centrato la qualificazione mondiale: e questo diventa la tragedia? E se quel palo fosse entrato, Tavecchio era un eroe? Secondo voi le 4 squadre in Champions sono venute perché Tavecchio ha la giacca blu o perché abbiamo cambiato gli equilibri europei? Uva è vicepresidente Uefa perché è bello? La Christillin è nel Consiglio Fifa grazie agli gnomi dietro la scrivania? Pensate che a 74 anni ho bisogno di sedermi su una sedia? Ho parlato con 4-5 grandi allenatori. Sono tutti impegnati, ma nessuno non viene per Tavecchio, dire il contrario è una menzogna. Non potevamo tenerci i nostri tecnici disponibili per due amichevoli?“.

Giovanni Malagò, presidente del CONI, spinge per il commissariamento della FIGC (ph. Zimbio)

Il “tradimento” ai danni del vertice federale è arrivato dalla LND che si sarebbe schierata contro Tavecchio facendo cadere la fiducia nel presidente. All’uscita dalla riunione ovvio botta e risposta a distanza tra i protagonisti ma adesso quale futuro attende la Federcalcio? Tavecchio aveva chiesto al Consiglio di farsi da parte a sua volta ma la sua volontà non è stata rispettata e pertanto si potrebbe decidere di andare avanti con un traghettatore fino a nuove elezioni entro i prossimi 90 giorni. In realtà però ora l’uomo forte è rimasto solo Giovanni Malagò, vertice del CONI, che non ha dubbi sulla strada da prendere: “C’è la volontà di commissariare la Federcalcio. Lo dice lo statuto e mi sembra l’unica soluzione. Un Consiglio federale completo e compatto avrebbe potuto pensare ad alternative diverse ma oggi abbiamo un presidente dimissionario e due componenti fondamentali come le Leghe di A e B senza rappresentanti quindi le dimissioni erano inevitabili. Ora consiglierei agli amici del calcio di non farsi dell’altro male. Il nome del commissario non dipende da me“.

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