Tavecchio: “Sono amico di Conte ma schiavo di nessuno”


A qualificazione ottenuta, Tavecchio gela chi sperava in un rinnovo immediato del contratto di Conte come ct della Nazionale. Dopo Euro 2016 si potrebbe cambiare

– di Marco Vigarani –

Antonio Conte e Carlo Tavecchio (ph. Zimbio)

Antonio Conte e Carlo Tavecchio (ph. Zimbio)

L’Italia è matematicamente tra le formazioni partecipanti al prossimo Europeo, potrebbe accedere alla manifestazione da prima del suo girone, ma tutto questo non basta a poter dare continuità al lavoro svolto da Antonio Conte sulla panchina azzurra. Va precisato subito che in tanti tra tifosi e addetti ai lavori sarebbero più che felici di un addio ad un tecnico mai amato ma soprattutto troppo polemico nel suo approccio nonostante una qualità ben inferiore alle aspettative riposte in un professionista capace di dominare il panorama italiano per anni con la Juventus. Nelle scorse settimane si era però diffusa con insistenza la voce che la FIGC fosse intenzionata a prolungare già da ora il ricco contratto di Conte come premio per il raggiungimento di Euro 2016: ieri però il presidente federale Tavecchio ha smorzato fermamente tale ipotesi anche se nel contesto di una bella lode al lavoro del mister e del rapporto personale tra i due.

Io e Conte siamo diventati amici per la pelle – ha spiegato Tavecchio perchè abbiamo entrambi messo la nostra posizione personale dietro agli interessi della Federazione che rappresentiamo. Sulla questione del suo rinnovo contrattuale però sono restio a rispondere perchè la nostra filosofia contrattualistica ha delle tempistiche precise. Nel calcio però si è spesso pronti a rinnovare con ampio anticipo gli accordi e credo che si tratti di un vezzo italiano decisamente errato. Io e Conte ne parleremo solo un mese prima della scadenza. Sia chiaro che abbiamo la speranza di trattenerlo perchè il nostro ct è anche responsabile di tutte le Nazionali ma dipenderà da lui. Siamo servi di tutti e schiavi di nessuno quindi se egli dovesse decidere di andarsene vedremo come fare“. Al termine dell’avventura di Euro 2016, a prescindere dall’esito sul campo, c’è la concreta possibilità che l’allenatore avverta l’esigenza di tornare a lavorare nell’ambito di un club e le parole spese da Tavecchio sembrano proprio preparare questo scenario.

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