Il terrorismo ferma lo sport: stop al calcio, rischia il ciclismo


Gli atti terroristici di Bruxelles spingono verso l’annullamento di alcuni eventi sportivi in Belgio. Annullata l’amichevole con il Portogallo, a rischio il Giro delle Fiandre

– di Marco Vigarani –

Bruxelles (ph. Getty Images)

Bruxelles sotto attacco: lo sport belga si ferma (ph. Getty Images)

Era già successo a novembre quando lo stadio fu al centro della strategia di morte degli attentatori di Parigi, sta accadendo di nuovo oggi in Belgio dove i terribili attentati di Bruxelles inducono ad un momento di stop per tutte le attività non necessarie. C’è la paura ma anche la necessità di convogliare risorse verso luoghi e personi che ne hanno effettiva necessità dietro le riflessioni svolte in queste ore sull’opportunità di cancellare alcuni eventi sportivi importanti in programma nelle prossime ore. Prenderà quasi sicuramente il via domani la Dwars door Vlaanderen appuntamento di ciclismo preparatorio alle grandi classiche del Nord anche se il governatore locale è costante contatto con il ministero degli Affari interni ed è pronto ad annullare la manifestazione qualora la richiesta provenisse direttamente dal governo di Bruxelles. Il prossimo 3 aprile poi è in programma il Giro delle Fiandre, gara storica ancora di ciclismo giunta alla sua centesima edizione che si svolte tra Bruges ed Odenaarde ma pronta ad alzare bandiera bianca mentre invece c’è più tempo per riflettere sul destio della Freccia Vallone e della Liegi-Bastogne-Liegi che sono in agenda rispettivamente per il 20 e 24 aprile. Il Belgio ha intanto proclamato tre giorni di lutto nazionale ed annullato l’amichevole tra Belgio e Portogallo in programma martedì 29 marzo allo stadio Re Baldovino, l’ex Heysel. Dopo aver cancellato l’allenamento odierno è arrivata anche la decisione della UEFA che ha preferito rispettare il dolore di un intero Paese e contemporaneamente evitare di correre rischio decisamente superflui. Intanto le massime autorità del calcio continentale iniziano anche a riflettere sul destino dell’Europeo che si svolgerà la prossima estate in Francia. A tal proposito il vicepresidente Giancarlo Abete ha aperto uno scenario clamoroso: “Può esistere il rischio di disputare la competizione a porte chiuse perchè in una manifestazione di questo genere non ci sono partite rinviabili ad altra data“.

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