I top 11 europei: tanta Germania, un pizzico di Spagna e Francia, poca Inghilterra e Italia. A meno che non esploda Pepito Rossi…


Non c’è niente di meglio per “giocare” sul calcio delle feste natalizie. Tempo di statistiche, graduatorie, esercizi di “stile” pallonaro e preferenze per compilare liste di eccellenze o proscrizione dell’anno che si va a concludere.

Curiosando per il web ci siamo imbattuti in due Top 11 europei. Diversi punti in comune, differenze tattiche e una scelta condivisa, far fuori Lionel Messi. Il quale, peraltro, ha messo assieme 24 gol in trasferta nella Liga con la maglia azulgrana del Barca, per dire. Oltre ad aver vinto lo scudetto, la Supercoppa, segnato in 17 gare consecutive, è anche arrivato a 58 reti segnate in Champions. Quisquilie, pinzillacchere, che per noi comunque valgono di diritto la possibilità di occupare il ruolo di “falso centravanti” in una squadra ideale stilata da noi.

Comunque, il sito Calcio News 24 schiera: Neuer; Lahm, T. Silva, Ramos, Alaba; Iniesta, Pirlo; Ribery, Ronaldo, Reus; Ibra. La scelta del 4-2-3-1 rende più difficilmente collocabile la “pulce atomica”, diciamo comunque che al posto del pur validissimo Reus lo si potrebbe sistemare. E quella coppia con Ibra che al Nou Camp si è vista poco e male la ripropone la redazione del Pallone Gonfiato.com, per la delizia del pubblico. Con CR7, prossimo probabilissimo Pallone d’Oro, come valletto d’eccezione, scusate se ci accontentiamo. E’ una squadra molto offensiva, fatta da giocolieri e palleggiatori, inadatta a difendere, con i “poveri” (si fa per dire, chiaro) Thiago Silva e Sergio Ramos esposti a ogni folata degli avversari. Giocheresti sempre a farne uno di più, ma l’obiettivo va fissato a vincere 5-4, dietro rischia proprio di essere un colabrodo.

La Gazzetta gioca in modo apparentemente più “zemaniano”: Neuer; Lahm, T.Silva, Subotic, Alaba; Schweinsteiger, Gundogan, Hazard; C.Ronaldo, Lewandowski, Ribery. In realtà i tre di mezzo sono sì, bravi nella fase di ripartenza ma anche in quella di contenimento. E l’attacco, magari, con Messi in luogo di Lewa (tipologie fisiche e quindi di gioco diversissime, certo), farebbe ammattire le difese che si oppongono, o meglio ci provano.

Che cosa emerge da questo ping pong figurato? Che la Germania è proprio una potenza, ancorchè innervata da Francia (Ribery) e Spagna in panchina (Guardiola). Neuer, Lahm, Subotic, Alaba (austriaco di passaporto), Schweinsteiger, Gundogan, Lewa, Reus, otto protagonisti + il francese (9 su 17, oltre il 50%) del calcio dominante in Europa sono lì, prescelti meritatamente. In Inghilterra gioca solo il belga Hazard, protagonista quasi certo di Brasile 2014. Il portoghese Ronaldo, l’argentino Messi, Ramos e Iniesta tengono alto il vessillo del calcio iberico, Ibra, svedese, e Thiago, brasiliano, quello francese, il solo Pirlo per l’Italia.

Visto così, il Mondiale sudamericano ha una finale obbligata. Padroni di casa contro i giovani corazzieri tedeschi. Spagna forse in semifinale, il resto sono spiccioli di pronostico equamente distribuiti. Diciamo che, non ci fosse Messi e giocasse la Fiorentina in Champions, si potrebbe avanzare l’idea Pepito Rossi. A lui, certo, più che Balotelli, Pirlo, Bonucci o Buffon, è affidata la chance di fare bene. Mica solo a Campo di Marte. Anche al Maracanà.

Alberto Bortolotti

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