Torino, gli esami non finiscono mai. Domani il derby, Mazzarri non cambia


Il Torino domani giocherà all’ora di pranzo il “derby della Mole” contro una Juventus che inanella record ma non è imbattibile. Le ultime prestazioni dei bianconeri fanno pensare che intensità e pressing potrebbero essere le carte giuste per fare risultato.

-di Alberto Gervasi-

La Juventus non ha bisogno di presentazioni, perché la storia e la stagione sin qui disputata dai bianconeri vale più di tanto nero su bianco per spiegare come si fa a stare nella parte altissima della classifica tutti gli anni. Sarà il Torino, invece, che dovrà dimostrare di poter competere alla pari con i “cugini”, con la stessa voglia e l’intensità che hanno caratterizzato le ultime uscite e, magari, con una testa diversa rispetto alla stracittadina di andata.
Il derby, quindi, arriva al momento giusto, con un avversario di fronte che impone di mettere in campo maturità e cura dei dettagli maniacale. Walter Mazzarri, sia nelle sedute a porte chiuse durante la settimana che nella conferenza stampa di stamane, è stato ermetico, quasi a dimostrare già alla vigilia l’atteggiamento di una squadra che domani scenderà in campo davanti a uno stadio che attende questa partita dal fischio finale della gara di andata. Nessuna indicazione di formazione, modulo e uomini incerti per tenere tutto l’ambiente sulla corda e non dare certezze alla Juventus. Non ci saranno, presumibilmente, grandi variazioni, poiché il tecnico di San Vincenzo ha più volte ribadito che l’importanza e la vicinanze dei match non permette esperimenti, e tutto dipenderà dall’ atteggiamento mentale e tattico dei giocatori.
Se si giocasse solo coi numeri, allora non ci sarebbe nemmeno partita da disputare: la Juventus arriva da una serie consecutiva di 8 vittorie, ha il miglior attacco (61 reti) e difesa (15 reti subite alla pari col Napoli) del torneo, e ha perso un solo derby negli ultimi 23 giocati. L’ultimo gol subito in campionato è stato quello di Caceres a Verona a fine dicembre.

Daniele Baselli, espulso nella gara di andata, adesso è l’uomo in più a centrocampo del Torino. (ph. Zimbio)

La vittoria di Firenze di una settimana fa è la dimostrazione che la squadra è riuscita a imporsi anche nelle difficoltà, vincendo anche giocando meno bene. In mezzo, però, c’è una cosa su cui il Torino potrà lavorare: nelle ultime due partite disputate dai bianconeri, Fiorentina e Tottenham, la formazione di Allegri ha sofferto in alcuni momenti gli avversari, smarrendosi e rischiando di prendere gol (subiti solo in coppa). Una buona prestazione da parte dei granata potrebbe passare, oltre che dall’intensità nel gioco, da un pressing serrato sui 2 o 3 centrocampisti che Allegri deciderà di schierare, in modo da rallentare il rifornimento in avanti e far cominciare l’azione dalle retrovie, in cui ormai manca il piede educato di Bonucci.
Vista l’influenza di Mandzukic, scelte quasi obbligate in avanti per il tecnico bianconero (livornese come il collega Mazzarri): Szczesny sostituirà Buffon, mentre la difesa dovrebbe essere la stessa di mercoledì, salvo novità sugli esterni. In mezzo, abbandonato il 4-2-3-1 a favore del 4-3-3, Marchisio sarà la novità a fianco di Pjanic e Khedira, con il tridente D. Costa, Higuain e Bernardeschi avanti. Rientrerà Dybala, a cui toccherà uno spezzone.
Nel Torino saranno protagonisti gli uomini che, fino ad oggi, hanno dato fiducia all’allenatore. Difesa confermatissima, con Burdisso e N’Koulou coppia ormai affiatata, e centrocampo composto da Baselli, Rincon e Obi. In attacco il tridente dell’ultima partita Iago Falque-Belotti-Niang. Attenzione ad Ansaldi, che Mazzarri potrebbe decidere di impiegare anche dal 1’: in questo caso, l’argentino potrebbe dare il cambio a Molinaro sulla fascia difensiva sinistra, ma potrebbe prendere anche il posto di Obi come terzo di centrocampo con compiti di aiuto al compagno terzino in fase difensiva e di tornante in situazione di possesso. Il 4-3-3 di partenza diventerà sicuramente un 4-5-1 in fase di non possesso, con l’allargamento di Obi (o Ansaldi) sull’out sinistro, e lo scivolamento di Iago sulla fascia opposta.
Domani, al pranzo stracittadino, si vedrà se il Torino avrà le credenziali per stare assieme alle migliori del campionato: il menù è ricco, la vista da lassù è molto bella. Servirà il coraggio di sedersi al tavolo, e restarci.

Probabile Formazione (4-3-3): Sirigu; De Silvestri, N’Koulou, Burdisso, Molinaro; Baselli, Rincon, Obi (Ansaldi); Iago Falque, Belotti, Niang. All. Walter Mazzarri.

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