Torino: invertire la marcia contro il Cagliari e lavorare per il futuro


Il Torino sfiderà alle 15 il Cagliari alla “Sardegna Arena”. Sarà un test importante per Mazzarri, che servirà per tastare l’atteggiamento di una squadra ormai fuori dai giochi e avere l’opportunità di programmare al meglio il prossimo campionato, dando chance a chi ha giocato meno fino ad ora

-di Alberto Gervasi-

Una sosta che ha permesso di lavorare sui difetti di una squadra che si è presa fin troppe pause. Oggi alle 15, in trasferta a Cagliari, la prima possibilità di dimostrare la discontinuità (in positivo) rispetto alle ultime prestazioni.
Il Torino, 36 punti in classifica e 9° posto, ha poco o nulla da chiedere a questa parte finale di campionato: l’ultima piazza utile per sperare in un piazzamento europeo è quella della Fiorentina a 41 punti; sesto e settimo posto, occupati rispettivamente dal Milan e il duo Sampdoria-Atalanta, sono lontani 14 e 8 lunghezze. Con la zona-salvezza a distanza di sicurezza, la società potrebbe già iniziare a programmare la prossima stagione. Il primo tassello da mettere a posto sarà quello dell’allenatore, che dovrebbe continuare ad essere confermato dalla proprietà anche dopo i quattro k.o. consecutivi.
Al netto di recriminazioni, sfortuna ed episodi, le 9 partite con il tecnico toscano in panchina hanno fruttato 11 punti. La partenza a razzo e le vittorie avevano fatto covare sogni europei nemmeno troppo nascosti, ma il filotto di insuccessi ha fatto trasparire i limiti evidenti di una squadra abituata a smarrirsi e ritrovarsi,per poi sfaldarsi alla lunga.
I numeri parlano di nessuna vittoria in trasferta, perdendo male contro Verona e Roma e pareggiando contro Sassuolo e Sampdoria. La prestazione di Genova, che secondo l’allenatore è stata la migliore della sua gestione per intensità, col passare del tempo è finita per essere un caso sempre più isolato nel tempo. Analizzando i reparti, la difesa ha cominciato a fare acqua e, dopo aver subito solo 2 gol in 5 gare, ne ha incassati 9 nelle successive 3. A centrocampo, Obi ha confermato i notevoli limiti fisici di recupero, Rincon e Baselli sono andati a sprazzi e Valdifiori è parso troppo compassato nei movimenti.

I giocatori del Torino, chiamati a dimostrare all’allenatore e ai tifosi di poter meritare la conferma a fine stagione (ph. Zimbio)

Il risultato sono le pochissime situazioni in cui la squadra ha verticalizzato e creato pericoli alle difese avversarie. Ansaldi, che per Mazzarri è stato un jolly da impiegare in difesa oltre che in mediana, è durato il tempo di una rosa e nell’ultima partita ha subito costantemente le infilate del fiorentino Chiesa. In attacco, Niang (oggi squalificato) ha iniziato alla grande ma ha finito prestissimo la benzina, mentre Iago Falque ha accusato un evidente calo fisico. Belotti, che lo scorso anno aveva abituato a determinare gli esiti delle partite coi suoi gol, l’ha messa dentro 2 volte e in entrambe non è stato troppo influente sul risultato finale, e Ljajic si è rivisto solo per una manciata di minuti disputati fra Roma e Fiorentina.
L’attualità si chiama Cagliari, e il tecnico di San Vincenzo sembra voler confermare il classico 4-3-3: davanti a Sirigu agiranno De Silvestri, N’Koulou e Ansaldi, con il rientro di Burdisso dal primo minuto. Baselli, anche lui al rientro, comporrà il trio in mediana insieme con Rincon e Obi, mentre in avanti ci saranno Falque, Belotti e Berenguer.
Il collega sardo Diego Lopez ha dato un’identità di gioco ben marcata alla sua squadra con un 3-5-2 che garantisce corsa e copertura. Castan (centrale difensivo sinistro, coadiuvato da Romagna e Ceppitelli) permetterà di iniziare la manovra dalle retrovie, e Barella in mezzo fungerà da recuperatore di palloni e play-maker, soprattutto viste le assenze di Joao Pedro e Cigarini. Miangue dovrebbe vincere il ballottaggio con Lykogiannis per un posto sul versante sinistro di centrocampo, con il bomber Pavoletti di punta e il nordcoreano Han in veste di suggeritore. Pochi tiri nello specchio della porta per gli isolani (121 dei 219 totali), ma una discreta qualità nei colpi di testa (4° posto con 8 centri stagionali)
La fotografia del Torino è quella di una squadra che non è riuscita ancora una volta ad assimilare i dettami del suo allenatore. Queste 9 partite finali serviranno a Mazzarri per testare alcuni giocatori, e capire chi, compreso se stesso, potrà far parte del progetto del prossimo anno.

Probabile Formazione (4-3-3): Sirigu; De Silvestri, N’Koulou, Burdisso, Ansaldi; Baselli, Rincon, Obi; Iago Falque, Belotti, Berenguer.

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