Torino perde il Preolimpico e Sky rinuncia alla A2


L’indubbio “retour de flame” dei canestri italiani generato dalla nomina di Ettore Messina a coach azzurro rischia di essere vanificato da due vicende non ugualmente positive

– di Alberto Bortolotti –

Ettore Messina torna ad allenare l'Italia (ph. USA Today)

Messina allenerà l’Italia al Preolimpico che però non si svolgerà a Torino (ph. USA Today)

Intanto, il preolimpico a Torino, al PalaIsozaki, unica struttura italiana da 15.000 posti. Per ottenerlo la FIP non ha solo messo sul piatto una cifra consistente, ma anche tutto il suo prestigio “politico”. La formula prevede tre gironi da 6 squadre, con gare in programma dal 5 all’11 luglio 2016, che promuoveranno solamente la prima classifica di ogni raggruppamento. Ospitare un girone ha un costo di circa 1.7 milioni di euro, e la nuova Legge di Stabilità dovrebbe prevedere un consistente aiuto allo sport, con lo stanziamento di 2 milioni di euro per il preolimpico di basket e 400.000 euro come rimborso alla FederRugby per il Mondiale Under 20 disputatosi lo scorso giugno tra Lombardia, Veneto ed Emilia: la legge è stata già approvata dal Consiglio dei Ministri e deve ora passare in Parlamento (dove nulla è scontato). A far concorrenza all’Italia per una decisione da prendere il 23 novembre ci dovrebbe essere la Turchia. Il punto è che il presidente federale Gianni Petrucci aveva garantito al segretario della FIBA Baumann un appoggio dell’Italia alla “nuova” Eurolega federale (per cui sono stanziati mezzi e pianificata una massiccia operazione mediatica) e il “contropiede” di Bertomeu, che ha tenuto ancorata alla “vecchia” Eurolega Milano, ha gelato i legittimisti. In assenza di attendibilità internazionale della federazione dei canestri, ecco che le chances di ospitare il preolimpico decrescono nettamente. Non tutto è perduto, ma tanto è compromesso.

Poi, Sky e il basket. Il messaggio di Petrucci al “minore”, dalla A2 in giù, è chiaro. Da gennaio rubinetti chiusi, la Federazione non finanzia più il canale cestistico e la Lega Nazionale (in procinto, di forse, di cambiare qualche pezzo della struttura) difficilmente regge da sola il peso economico della iniziativa. Bisogna anche considerare che gli ascolti di Sky viaggiano, eccezion fatta per i “big events” (modello alto livello della A di calcio, Europa League se c’è il Napoli e vince, la Formula 1 quando suona l’inno di Mameli, o le corride del motomondiale), su cifre basse, corrispondenti alle nicchie di sport non considerati primari. La Lega ha buoni ritorni dallo streaming delle gare ma potrebbe essere che dal 2016 il canale del basket (a pagamento) veda il tramonto di tanti sogni. Immaginabili le proteste degli appassionati. Le stesse di chi (ed è per buona parte giusto, quando batte il cuore e si accende la passione) non si capacita della quasi totale sparizione dei talenti sotto canestro. Era un’altra Italia, non solo un’ altra pallacanestro.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *