Come tornano le big di Serie A dopo la sosta per le nazionali


Da Mandzukic a Jovetic, da Romagnoli a Higuain, sino ai drammi di Montolivo e Milik: tutti i benefici e le perdite delle big di Serie A dopo la sosta

– di Tiziano De Santis –

Mario Mandzukic esulta dopo il gol con la maglia della Croazia (ph. Tuttosport.com)

Mario Mandzukic esulta dopo il gol con la maglia della Croazia (ph. Tuttosport.com)

Per molti la sosta per le nazionali è una fonte di rigenerazione, per altri è una buona dose di fiducia in vista del ritorno su quei campi di Serie A quasi mai assaggiati sinora. La sfortuna, invece, si interpone tra alcuni giocatori e il prosieguo della stagione, abbattendosi, fatale e incontrastabile, sul futuro prossimo e remoto degli stessi perseguitati e condannati.
Si parte dalla Juventus di Massimiliano Allegri, prima nella classifica della massima serie italiana alla luce dei 18 punti conquistati nei sette match disputati sinora. I bianconeri possono vantarsi di un Mandzukic ritrovatosi con la maglia della sua Croazia e autore di ben 4 realizzazioni, una tripletta e un gol decisivo in 146 minuti giocati. Che la punta ex-Atletico non trovasse spazio nelle gerarchie dei titolarissimi di Allegri non era una novità, dato il super acquisto estivo di Gonzalo Higuain, soffiato al Napoli, diretto concorrente per lo scudetto, per la cifra di 90 milioni di euro. Proprio l’argentino ha confermato di essere una certezza nell’Albiceleste di Edgardo Bauza, grazie alla rete segnata in in 180′ disputati. A quota 0 marcature, con la casacca dell’Argentina, rimane Paulo Dybala, il ragazzo che in molti, ormai, vedono come un piccolo Messi italiano. L’attaccante non ha trovato la via del gol nei 97 minuti trascorsi in campo, obiettivo invece raggiunto da Khedira, che ha insaccato una rete in 180′, confermando il periodo di ottimo rapporto con le porte avversarie. Il reparto difensivo delle zebre di Torino ha dimostrato di costituire la muraglia titolare anche delle rispettive nazionali: Buffon, Barzagli, Bonucci e Dani Alves sono sempre stati presenti nelle due gare dell’Italia e della Seleçao, mentre Chiellini e Pjaca riportano a Vinovo il record di 0 minuti giocati a causa di un problema al polpaccio il primo e di un infortunio al perone il secondo, per fortuna senza drastiche conseguenze. Chiudono Lemina e Lichtsteiner con 90′ nelle gambe, e Cuadrado e Pjanic rispettivamente con 171′ e 172′, senza però il copione di protagonisti determinanti nelle proprie nazionali.

Alessio Romagnoli in azione difensiva contro Vitolo in Italia-Spagna 1-1 (ph. Yahoo Sport)

Alessio Romagnoli in azione difensiva contro Vitolo in Italia-Spagna 1-1 (ph. Yahoo Sport)

Nella graduatoria dei giri d’orologio apportati dai rappresentanti dei migliori club italiani, il Milan di Vincenzo Montella, con ben 1258, è al secondo posto: a un super Romagnoli apprezzato come centrale nella difesa a tre delle file azzurre di Ventura si aggiunge un De Sciglio che in 180′ si è mostrato sicuramente più sicuro e attento di quanto non l’abbia fatto sinora con la maglia del Diavolo di Milano. Gli stessi i minuti giocati da Kucka e da Gomez con la Slovacchia e il Paraguay, mentre 165′ sono quelli che hanno visto Honda cercare di vivacizzare il Giappone di Vahid Halilhodžić e 124′ i primi disputati da Bonaventura nel centrocampo dell’Italia. Se Donnarumma e Calabria non hanno trovato modo di dire la propria con la divisa della nostra nazionale, Locatelli, invece, è riuscito a farlo per 70′ nell’Italia U21 di Gigi Di Biagio, mentre la sfortuna si abbatteva ancora una volta sulle gambe di Montolivo: il capitano rossonero è stato l’oggetto della persecuzione di un nuovo infortunio, la lesione del crociato al ginocchio sinistro, che lo allontanerà dall’aria dei campi da gioco per circa sei mesi. Il bomber d’attacco Carlos Bacca, invece, non ha inciso come suo solito sui match della sua Colombia in 149 minuti.

Joao Mario con la divisa del Portogallo (ph. Fantamagazine.com)

Joao Mario con la divisa del Portogallo (ph. Fantamagazine.com)

L’Inter di Frank de Boer si trova sorprendentemente alla terza posizione per minuti giocati dai propri convocati (1178′).
Candreva ed Eder, i soli azzurri, hanno aggiunto vivacità al reparto d’attacco italiano rispettivamente per 90′ e 96′. In particolare l’ex-Lazio ha mostrato le proprie doti di corsa e di assist-man deliziando il nostro calcio con puntuali inserimenti e precisi cross per i compagni. A timbrare i 180 giri di lancetta fatti segnare dalle doppie presenze con la Croazia e col Montenegro sono Perisic e Jovetic, mentre a rivedersi in campo sono stati Brozovic per 161′ e Joao Mario con ben 115′, segno, per quest’ultimo, che l’infortunio subito in campionato è solo un ricordo. Banega completa il centrocampo nerazzurro impiegato nelle nazionali con 86′ giocati con la casacca della sua Argentina, mentre Miranda è l’unico difensore nerazzurro ad aver interpretato due gare intere con la maglia del Brasile, alla luce di quanto fatto vedere dai compagni Murillo e Nagatomo, mai impiegati dai propri ct, e dal giovane Miangue, a quota 90′ nel Belgio U21. Da valutare sono le condizioni del giapponese, dopo la botta alla testa rimediata.

Edin Dzeko in azione in Bosnia Erzegovina- Cipro 2-0 (ph. LaRoma24.it)

Edin Dzeko in azione in Bosnia Erzegovina- Cipro 2-0 (ph. LaRoma24.it)

Al quarto posto, la Roma di Luciano Spalletti fa segnare 979 minuti dei propri tesserati nelle nazionali: al muro difensivo di Manolas nella doppia vittoria della Grecia, si aggiungono i 180′ di Allison e Dzeko con le divise del Brasile il primo, della Bosnia il secondo, il quale ha anche confermato l’ottimo stato di fiducia realizzando due gol importanti per il suo morale e per i propri compagni. De Rossi e Florenzi hanno giocato solo il match dello Stadium contro la Spagna, a differenza di Naingollan, trovatosi in mezzo ad una mezza bufera tra Roma e Belgio: il centrocampista, dichiarato non disponibile per il doppio impegno della nazionale dei ‘Diavoli Rossi’ a causa di un infortunio muscolare che non gli avrebbe consentito di giocare, ha tuttavia disputato una partitella con la primavera giallorossa, scatenando l’irritazione nell’ambiente belga. Strootman, invece, ha registrato ben 169 minuti; Salah, infine, in 90′, è andato a segno per una volta col suo Egitto.

L'infortunio al crociato di Arkadiusz Milik contro la Danimarca (ph. NapoliSport.net)

L’infortunio al crociato di Arkadiusz Milik contro la Danimarca (ph. NapoliSport.net)

Il Napoli di Maurizio Sarri chiude la classifica con “soli” 945 minuti accumulati e divisi tra i 28′ di Rog con la Croazia, i 180′ di Hysaj e di Zielinski con le Albania e Polonia, i 90′ di GhoulamKoulibaly con Algeria e Senegal, i 177′ di Hamsik con la Slovacchia e i 154′ di Mertens con il Belgio. Solo un minuto per Maksimovic, subentrato all’89’ nella difesa serba, mentre l’infortunio di Milik dopo appena 35′ nel match contro la Danimarca si è rivelato una vera tegola per i partenopei, che dovranno far a meno del proprio gioiello per i prossimi 4-5 mesi a causa della rottura totale del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Solo panchina, durante la sosta, per Gabbiadini, Callejon, Strinic e Reina.

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