Trade deadline NBA: rivoluzione alla corte del “Re”. Via Thomas e Wade, dentro Clarkson e Hill


Rivoluzione in casa Cleveland: lasciano Thomas e Wade, arrivano Clarkson e Hill. Boston decide di tenere Smart, al centro di innumerevoli voci di mercato. Golden State non riesce a migliorare la panchina.

– di Calogero Destro –

George Hill, guardia ex Utah Jazz approdata a Cleveland prima della trade deadline (ph. CBS)

C’era aria di cambiamenti, in casa di Cleveland Cavaliers, dopo la pesante striscia negativa che da un paio di mesi a questa parte ne ha messo a rischio addirittura il terzo posto nella Eastern Conference (31-22, contro 31-23 degli Wizards). Ma quella realizzatasi alla corte del “Re” (al secolo LeBron James) nelle ore precedenti la trade deadline è stata una vera e propria rivoluzione. Soprattutto nel reparto esterni. Prima è stata infatti siglato lo scambio con i Lakers, nuova squadra di Isaiah Thomas – che non ha mai legato con i compagni – e Channig Frye (oltre che della prima scelta di Cleveland al prossimo draft). Mentre in Ohio si trasferiscono la guardia Jordan Clarkson (14.5 punti, 33% da 3 in stagione) e la versatile ala Larry Nance jr. Poi, a sorpresa, quello che ha visto accasarsi a Cleveland Rodney Hood (16.8 punti in stagione, 38.8% da 3) e George Hill da Utah, in una trade a tre che ha visto trasferirsi Iman Shumpert (da Cleveland, che si libera di un contratto da 10mln di dollari) e Joe Johnson (da Utah) ai Sacramento Kings (che ottengono anche la scelta al secondo giro del 2020 da Altman) mentre ai Jazz approdano, dai vice-campioni NBA, Jae Crowder e Derrick Rose. Infine il colpo di scena, con l’amico fraterno di LeBron, Dwayne Wade, che torna a Miami – con cui ha disputato 13 stagioni e vinto tre titoli – in cambio di una seconda scelta protetta al prossimo draft.

Una scelta, quella operata dalla dirigenza dei Cavs, che farà sicuramente discutere. Ma c’era bisogno di una scossa e farla pervenire dal mercato (piuttosto che da un cambio di guida tecnica) era la soluzione forse più scontata. Intanto, due della maggiori contender della squadra dell’Ohio, a dispetto di diverse voci di mercato, decidono di non optare cambiamenti (importanti) all’interno del roster. Boston, infatti, trattiene Marcus Smart in Massachusssets, aggiungendo alle rotazioni di Brad Stevens il solo Greg Monroe sotto le plance. Golden State, invece, non riesce a mettere sotto contratto Avery Bradley, che sarebbe stato il cambio perfetto per far rifiatare Draymodn Green.

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