Tragedia Bologna in tre atti: Donadoni è già arrivato a fine ciclo?


I ko contro Napoli, Milan e Sampdoria hanno evidenziato problemi differenti nella gestione del Bologna da parte di Donadoni: ecco quali

– di Marco Vigarani –

Tre sconfitte in otto giorni sarebbero già abbastanza per annunciare lo stato di crisi. Undici gol subiti e due realizzati ne potrebbero rappresentare poi la lampante dimostrazione facendo automaticamente traballare le panchine della maggior parte delle realtà del calcio italiano. Roberto Donadoni però non rischia nulla perchè la programmazione di Saputo, forte di una salvezza ormai raggiunta, porterà ad eventuali cambi di rotta soltanto nel corso della prossima estate anche se va specificato che la figura del tecnico bergamasco era uscita visibilmente rinforzata dall’ultima visita del chairman. La sensazione è che se si arriverà al divorzio possa essere la volontà di Donadoni ad avere un peso decisivo nella rottura a maggior ragione visto che le ultime tre partite hanno mostrato preoccupanti segnali di cedimento nel rapporto tecnico-squadra sotto vari aspetti che meritano un approfondimento.

Il posizionamento dei quattro difensori sul primo gol di Hamsik

Bologna-Napoli: problemi tattici di impostazione
Perdere contro la squadra che oggi gioca il miglior calcio in Italia è abbastanza prevedibile ma incassare la peggior sconfitta interna in 108 anni di storia non è assolutamente accettabile. Al netto degli errori dei singoli e dello scoraggiamento dei rossoblù a goleada inoltrata, il vero problema è stato evidentemente l’impostazione tattica di base della gara da parte di mister Donadoni. Il suo Bologna si è schierato imprudentemente con una difesa altissima cercando di pressare quasi a metà campo gli avversari ma si è fatta cogliere impreparata dalla prima ripartenza degli uomini di Sarri. La superbia del baricentro alto è costata un prezzo altissimo agli emiliani che spesso si sono trovati a fronteggiare le folate offensive del Napoli in inferiorità numerica o in condizioni di totale sbilanciamento con una linea difensiva quasi mai ordinata e pronta ad affrontare gli avversari partendo dallo schieramento tipo.

Bologna-Milan: problemi di lettura dello sviluppo della gara
In vantaggio di un uomo per un’ora e di due uomini per mezz’ora, il Bologna non è riuscito a perforare la difesa del Milan nel recupero del turno prenatalizio e si è fatto beffare nel finale. In questo caso Donadoni ha sbagliato completamente la lettura della gara non ottenendo assolutamente nulla dai tre cambi scelti. Viviani e Petkovic hanno collezionato un tiro fuori a testa e Torosidis un cross: questo l’impatto sulla gara dei subentrati nella notte infrasettimanale del Dall’Ara. Nella ripresa poi in particolare i rossoblù sono caduti preda di una totale confusione tattica tra l’applicazione di una difesa a tre mai provata neanche nel ritiro estivo ed un inspiegabile affollamento della sezione centrale del campo. Sfruttare il vantaggio numerico significa tradizionalmente aprire il gioco, allargare il fronte offensivo ed approfittare delle inevitabili mancanze in copertura degli avversari. Ebbene invece il Bologna ha chiuso la gara con una larghezza media di appena 30 metri.

La furia di Roberto Donadoni in panchina a Genova (ph. ANSA)

Sampdoria-Bologna: problemi di gestione psicologica
Reduce dalle due sanguinose sconfitte precedenti e bersagliato anche dalla sfortuna, il tecnico felsineo ha completato il trittico con il disastro di Genova. Contro la Sampdoria va detto che il Bologna si è mostrato volenteroso e volitivo ma il vero problema è stato rappresentato dalla continua tensione trasmessa dalla panchina. A caccia di riscatto, Donadoni si è agitato come mai prima in un anno e mezzo di esperienza rossoblù con tanto di urla e gesti plateali stigmatizzati anche dall’arbitro come il lancio in campo del cappellino. Un clima di tensione eccessiva che ha portato al tilt completo della squadra dopo il gol del pareggio arrivato per di più dopo un’ingiustizia commessa dagli arbitri. Avendo assistito anche all’espulsione del ds Bigon, il Bologna si è buttato disordinatamente in attacco con furia cieca esponendo il fianco alle ripartenze doriane e subendo così in totale tre gol in appena sei minuti.

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