Tragedia in Algeria, calciatore muore colpito da una pietra


L’attaccante camerunense Ebossè muore in seguito al trauma cranico causato da una pietra lanciata dai suoi stessi tifosi al termine di una partita

di Marco Vigarani

La morte di un ragazzo di appena 24 anni non avrebbe senso in alcun contesto, ma se avviene su un campo da calcio per mano di persone che fino a pochi minuti prima lo avevano sostenuto esultando per un suo gol allora davvero assume i contorni amari di una tragedia inspiegabile. La storia è semplice quanto paradossale: Albert Ebossè stava disputando una partita del campionato algerino, aveva segnato un gol ma la sua squadra non era riuscita ad evitare la sconfitta e così alcuni tifosi hanno deciso di dare vita ad una protesta violenta durante la quale è stato scagliato verso il campo un sasso che ha colpito alla testa il ragazzo uccidendolo. Si è svolto tutto a Tizi Ouzou, ad un centinaio di chilometri dalla capitale, durante la sfida tra i padroni di casa del JS Cabilia e l’USM Algeri valevole per la seconda giornata della locale Ligue 1 e conclusa sul punteggio di 1-2 durante la quale lo stesso Ebossè aveva fatto quello che sapeva fare meglio, segnare.

Albert Ebossè, vittima dei suoi stessi tifosi

Albert Ebossè, vittima dei suoi stessi tifosi

Il giovane attaccante camerunense infatti era stato acquistato dal club lo scorso anno ed aveva subito trascinato i compagni ad un ottimo secondo posto e alla finale della Coppa di lega grazie a 17 gol realizzati in 31 presenze che lo avevano consacrato subito capocannoniere del torneo e idolo dei nuovi tifosi. Nel prossimo futuro del ragazzo sarebbe stata probabile anche una convocazione in Nazionale visto che il ct Volker Finke lo stava seguendo attentamente così come, per ragioni di calciomercato, lo monitoravano anche club stranieri come Montpellier, Nantes ed il nostro Chievo. Soprattutto però, secondo quanto riferito da Marca, Ebossè era da poco diventato padre di una bambina a cui sarà davvero difficile spiegare le motivazioni che hanno spinto altri uomini a privarla per sempre dell’affetto del padre. La contestazione inscenata dai tifosi del Kabilie infatti non aveva un obiettivo specifico nè evidentemente era mossa da precisa volontà omicida, ma le azioni sono evidentemente degenerate ed il lancio di oggetti in campo ha portato alla conseguenza più terribile con il giovane bomber crollato a terra e deceduto pochi minuti dopo durante il trasporto in ambulanza a causa delle gravi lesioni craniche subite.

Il ministro dell’interno algerino Tayev Belaiz ha disposto l’apertura di un’inchiesta sulla tragedia di Ebossè ma evidentemente dovrà preoccuparsi in generale della grave escalation di violenza che ormai da tempo attanaglia il pur giovane movimento calcistico locale. Nel 2010 un tifoso venne barbaramente sgozzato durante alcuni tafferugli mentre invece due anni dopo i tifosi di entrambe le squadre partecipanti ad una sfida dei quarti della Coppa d’Algeria decisero di attaccare gli operatori di un canale televisivo ritenuto troppo legato alla classe dirigente del Paese. Per non parlare poi delle aggressioni ai calciatori sui pullman o appunto all’uscita dal campo a proposito delle quali l’attuale allenatore del Montpellier Rolland Courbis, già tecnico dell’USM Algeri, disse: “Una volta mi tirarono addosso un rubinetto perchè la mia squadra rappresentava il potere. Le partite in Algeria sono sempre molto calde ma raramente si va oltre. Quella voltà sicuramente si esagerò“. Con la tragedia della morte di Ebossè però si è riusciti ad oltrepassare ancora una volta il limite.

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