Tre esoneri di Corvino dal 1998, sempre per Rossi


Dal 1998 ad oggi Corvino ha esonerato soltanto tre allenatori: Cavasin, Mihajlovic e Lopez. In tutti e tre i casi il subentrante è stato Delio Rossi che oggi rischia

– di Luca Nigro – 

Fenucci, Rossi e Corvino

Fenucci e Corvino alla presentazione di Delio Rossi 

Quanto possa durare la permanenza sulla panchina del Bologna di Delio Rossi, è la domanda ricorrente di queste ultime settimane. I risultati deludenti certamente non sono dalla parte del tecnico romagnolo che nonostante ciò, continua ad essere riconfermato con decisione dalla società. In merito alla questione, Pantaleo Corvino intervenuto in conferenza stampa qualche giorno fa, ha ribadito la fiducia nell’allenatore: “Nel calcio si cerca sempre un colpevole, manca pazienza ed i giudizi variano sempre sulla base dei risultati. È anche questione di dettagli: un punto in più o in meno può cambiare tutto. Rossi resta perché abbiamo fiducia nel lavoro, abbiamo dimostrato già lo scorso anno con Lopez di non essere propensi al cambio tecnico. Abbiamo avuto poco tempo per lavorare, paghiamo il conto di tanti infortuni“. Le parole del direttore sportivo rispecchiano la verità o sono di facciata? Se arriverà un’ulteriore sconfitta con il Palermo, Rossi verrà sollevato nonostante le dichiarazioni di Corvino?

Alberto Cavasin, tecnico di Corvino a Lecce (ph. Zimbio)

Alberto Cavasin, tecnico di Corvino a Lecce (ph. Zimbio)

Analizzando con più attenzione la carriera e il modus operandi del dirigente salentino, si scopre che dal 1998 ad oggi di allenatori ne ha esonerati appena tre. Dopo l’esperienza con il Casarano arriva al Lecce nell’estate del ’98. In panchina trova Nedo Sonetti. Il Lecce è appena retrocesso in B. Corvino decide di confermare Sonetti. Scelta azzeccata poiché i giallorossi ritornano subito in A. Conquistata la promozione, Sonetti saluta. Al suo posto Alberto Cavasin. Salvezza e tredicesimo posto sia il primo che il secondo anno. Risultati che gli valgono la panchina d’oro. Nel 2001-02, alla sua terza stagione in giallorosso, il tecnico trevigiano alla ventesima giornata con la squadra terzultima in classifica, viene esonerato. Esonero dettato sia dagli scarsi risultati che da alcuni screzi avuti con la tifoseria. Su quest’ultimo punto, c’è una curiosità rilevante. Corvino tentò di mediare tra i capi ultrà, che contestavano il tecnico da tempo, e lo stesso Cavasin. Addirittura rassegnò le dimissioni che vennero respinte dal presidente Semeraro. A perdere il posto fu quindi Cavasin che venne sostituito da Delio Rossi. Il cambio non sortì però l’effetto sperato. Sedicesimo posto e retrocessione (all’epoca il campionato era a 18 squadre con 4 retrocessioni). Rossi nonostante la B, viene riconfermato centrando subito la promozione. Nel 2003-04 il Lecce con lui in panchina raggiunge il miglior piazzamento nella massima serie, assestandosi al decimo posto. L’anno successivo Rossi saluta e arriva Zeman. Undicesimo posto e ancora una volta salvezza. Alla fine della stagione però Corvino saluta e vola a Firenze.

Sinisa Mihajlovic, ex allenatore del Bologna (ph LaPresse)

Sinisa Mihajlovic, ex allenatore del Bologna e della Fiorentina di Corvino (ph LaPresse)

La Fiorentina che aveva chiuso l’anno al sedicesimo posto, è in fase di ricostruzione dopo il fallimento del 2002 e il conseguente arrivo dei Della Valle. La stagione l’aveva conclusa Dino Zoff. Con l’avvento di Corvino però, la scelta ricade su Cesare Prandelli. Il tecnico bergamasco rimane sulla panchina viola per ben cinque stagioni, raggiungendo tre quarti posti con annesse qualificazioni Champions, un sesto posto che vale la qualificazione Uefa e due panchine d’oro consecutive. La stagione 2009-10, l’ultima di Prandelli, è quella meno esaltante. Un quarto di Champions sfiorato contro il Bayern ma un undicesimo posto in campionato che gli vale l’addio. Salutato Prandelli, per la panchina Corvino punta su Sinisa Mihajlovic reduce dall’ottima esperienza al Catania. Contratto triennale per il serbo che, nella prima stagione, conquista il nono posto collezionando ben 15 pareggi. Si va avanti con lui anche nel 2011-12 e succede di tutto. All’undicesima il serbo viene esonerato dopo la sconfitta esterna con il Chievo con tredici punti in classifica. Corvino, che attua il suo secondo esonero in carriera, chiama nuovamente Delio Rossi. Con lui in panchina i viola hanno dei risultati altalenanti. Nel marzo del 2012 i Della Valle comunicano a Corvino che il suo contratto in scadenza A Giugno non verrà rinnovato. Il 2 Maggio alla terzultima in casa contro il Novara, Rossi tira un cazzotto a Ljajic dopo che quest’ultimo lo aveva applaudito sarcasticamente per essere stato sostituito. Episodio che gli varrà l’esonero immediato e la squalifica di tre mesi. Esonero questo, che non può essere addebitato al partente Corvino.

Corvino e Lopez si sono detti soddisfatti del mercato condotto

Corvino e Lopez insieme a Bologna prima dell’esonero dell’uruguaiano 

Dopo due stagioni lontano dal calcio, il dirigente pugliese ritorna in sella nel dicembre 2014 al Bologna in B. Qui trova Diego Lopez che alla fine del girone di andata è secondo in classifica. Dopo cinque mesi di risultati altalenanti e un gioco approssimativo, arriva l’esonero dell’uruguaiano il 2 maggio 2015 nello scontro diretto perso a Frosinone che condanna i rossoblu ai play off. Corvino richiama per la terza volta in carriera Delio Rossi. Aldilà del rapporto professionale e umano che vige tra il tecnico romagnolo e il Ds salentino, Corvino ha dimostrato nella sua lunga carriera di non essere propenso agli avvicendamenti in panchina nel corso della stagione. Le sue dichiarazioni dunque, non sembrano essere di facciata. In realtà lui come dimostra la sua storia, eccezion fatta per i rari casi raccontati, preferisce far lavorare gli allenatori fino alla fine. Sarà così anche per Rossi? La risposta la potrà dare solo ed esclusivamente il campo.

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