Al Trofeo Tim va in scena l’orgoglio della Reggiana


Numerosi tifosi della Reggiana ieri si sono presentati sugli spalti del Mapei Stadium per manifestare il proprio orgoglio durante il Trofeo Tim che vedeva impegnate Juventus, Milan e Sassuolo

di Marco Vigarani

L'ingresso del Mapei Stadium di Reggio Emilia

L’ingresso del Mapei Stadium di Reggio Emilia

Il palcoscenico è stato sicuramente importante: quello della maggior competizione del calcio estivo che vedeva in campo Milan, Juventus e Sassuolo ripresi dalle telecamere della diretta tv. I sostenitori della Reggiana hanno scelto quindi il momento ed il posto giusto per una manifestazione annunciata da tempo a livello locale ma che ha sicuramente sorpreso gli spettatori seduti sui divani delle case di tutta Italia.

Un ampio spicchio del Mapei Stadium di Reggio Emilia si è tornato a colorare dei colori granata grazie a diverse centinaia di tifosi reggiani che, acquistato regolarmente il biglietto per l’evento, hanno portato sugli spalti le loro maglie e la loro storia. “Noi abbiamo Reggio nel cuore” è stato uno degli slogan che ha guidato l’iniziativa ideata e messa in pratica da uomini e donne che in passato hanno vissuto in prima persona grandi momenti di calcio e che da troppi anni si ritrovano ai margini del movimento, fedeli ad una maglia che vivacchia in Lega Pro senza concrete speranze di tornare ai fasti di un tempo. Addirittura il popolo reggiano nell’ultimo anno ha dovuto subire anche lo smacco di vedere il Sassuolo colonizzare lo stadio comunale “Città del Tricolore” con il patron Squinzi che se ne è aggiudicato la gestione ribattezzandolo “Mapei Stadium”. Alla base dell’iniziativa di ieri sera ci sono proprio gli atteggiamenti di due protagonisti di quella vicenda: da una parte quello aggressivo adottato da sempre dal presidente di Confindustria e dall’altro quello accondiscendente con cui l’ex sindaco Graziano Del Rio sembrò agevolare l’invasione neroverde nell’impianto di gioco reggiano. Clamorosa fu in tal senso la presenza dell’allora primo cittadino al fianco dell’imprenditore milanese durante una partita del Sassuolo proprio pochi giorni dopo l’assegnazione dello stadio a mister Mapei che aveva superato l’offerta presentata dalla Reggiana e dal Comune stesso. Assistere impotenti alla squadra di un paese di appena 40mila abitanti che gioca contro le grandi di Serie A sul campo di un capoluogo di provincia è stato un duro colpo per l’identità granata. Proprio in nome dell’orgoglio ferito ieri sera i veri padroni di casa si sono presentati in massa per ribadire che “Questo stadio non vi appartiene” e dimostrare a tutta l’Italia collegata mediante la televisione che il calcio a Reggio Emilia non è morto. Per questo motivo sarebbe improprio parlare di una semplice contestazione quanto piuttosto bisognerebbe leggere l’accaduto come un atto d’amore ed un grido disperato che può idealmente unire tante realtà del calcio italiano un tempo gloriose e oggi quasi scomparse.

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