Troppa Milano per la Virtus, la classifica diventa rovente


Prevedibilissima sconfitta per la Virtus che cade in casa contro Milano per 85-101 nonostante ottime statistiche per Pittman. Confermato il penultimo posto anche se Pesaro ha una gara in meno

– di Marco Vigarani –

Prestazione importante per Pittman contro Milano ma non è bastata (ph. Virtus)

Prestazione importante per Pittman contro Milano ma non è bastata (ph. Virtus)

Affrontare Milano è come andare incontro ad un evento ineluttabile, una sconfitta già scritta di cui puoi solo cercare di contenere le proporzioni. La Virtus sempre più rattoppata ovviamente non ha compiuto alcun miracolo se non quello di stare al passo degli avversari per poco più di un quarto prima di scomparire sotto la doppia cifra abbondante di svantaggio senza però subire parziali troppo umilianti. Le cifre al tiro degli uomini di Repesa (67% da due e 62% da tre) basterebbero da sole a spiegare la categoria abbondante che intercorre tra i lombardi ed i bianconeri che si sono presentati armati di fionde e cerbottane contro un nemico equipaggiato con le ultime tecnologie: la guerra non si è neanche combattuta. E poco importa che Pittman abbia dominato sotto canestro infilando una magistrale tripla doppia (26 punti, 11 rimbalzi e 10 falli subiti per 39 di valutazione) quando gli altri tre americani nel migliore dei casi si sono accesi ad intermittenza e soltanto a gara compromessa mentre Hasbrouck continuava a seminare interrogativi sulle ragioni che hanno portato ad il suo ingaggio. Parlare della partita vuol dire raccontare di un primo quarto in cui la Virtus di Valli è partita con il piede sull’acceleratore cercando con profitto il suo centro e difendendo con aggressività e determinazione feroce per trovare un primo effimero break a cui hanno posto un freno Sanders, Simon e la batteria dei tiratori da lontano di Milano, capaci di infilare sei bombe nei primi dieci minuti e chiudere in vantaggio già il primo parziale. Con il solo Pittman a lottare, i lombardi hanno preso il largo nella frazione successiva segnata dalle ingenuità di Mazzola successive a quelle di Fontecchio mentre McLean e Macvan si univano alla festa del canestro, imitati dopo l’intervallo lungo da uno scatenato Batista e da un chirurgico Cinciarini mentre per i bianconeri servivano un paio di bombe di Odom per ricucire leggermente lo strappo. L’ampio garbage time finale è stato utile invece più che altro a Gaddy e Lafayette per ritoccare le proprie cifre di una partita conclusa da tempo se non addirittura mai iniziata. La classifica si fa sempre più pericolosa per la Virtus che sorride guardando la sconfitta di Torino, ancora ultima da sola, ma vede Capo d’Orland e Varese allontanarsi restando in compagnia della sola Pesaro che però ha una gara da recuperare.

Al termine della gara il coach virtussino Giorgio Valli (prima della gara uno striscione per lui recitava “Giorgio la strada è in salita, ma per noi non è mai finita”) ha detto: “Era difficile chiedere qualcosa di più ai miei ragazzi che giocano in quattro americani e quattro italiani con Cuccarolo fuori. Abbiamo limitato i danni giocando una gara solida ma per provarci sarebbe servito almeno un giocatore in più anche se il gap è evidente sotto tanti punti di vista: sono probabilmente loro infatti che alla fine vinceranno lo scudetto. Nel primo quarto siamo stati bravi a reggere i loro ritmi ma poi hanno messo canestri di gran classe e si è vista tutta la differenza“.

OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA – EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 85-101
(25-31, 38-54; 56-75)
OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA: Pittman 26; Fabiani 0; Vitali 12; Vercellino NE; Cuccarolo 0; Gaddy 16; Pajola NE; Fontecchio 8; Mazzola 7; Hasbrouck 3; Odom 12. All. Valli
EA7 EMPORIO ARMANI MILANO: McLean 10; Lafayette 14; Cerella 5; Kalnetis 3; Macvan 10; Vecerina 0; Magro 0; Restelli 0; Cinciarini 14; Sanders 11; Simon 21; Batista 13. All. Repesa.
Arbitri: Seghetti, Martolini, Grigioni
NOTE: t2 BO 21/43 MI 22/33; t3 BO 9/26 MI 15/24; tl BO 16/24 MI 12/17; rimb BO 16-15 MI 24-6.

Classifica
Milano, Reggio Emilia 30; Cremona 28; Avellino 26; Pistoia 24; Trento, Venezia, Sassari 22; Brindisi 20; Caserta 18; Cantù, Varese, Capo d’Orlando 16; Pesaro, Bologna 14; Torino 12.
(Milano, Caserta, Cantù, Pistoia, Pesaro e Trento una partita in meno)

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