Tshirt di Balotelli a ruba da Liverpool alla Valcamonica


A Liverpool la maglia di Mario Balotelli va letteralmente a ruba mentre in Italia il fratello Enock è vittima di discriminazione in Eccellenza

– di Marco Vigarani –

Uno è passato al Liverpool per 20 milioni di euro tra l’indifferenza se non addirittura il sollievo dei tifosi del Milan, l’altro è un tesserato del Vallecamonica che disputa il campionato di Eccellenza. Le storie dei fratelli Balotelli, Mario ed Enock, si intrecciano però anche a tale distanza ed il punto di contatto sono le magliette.

Mario Balotelli con la maglia del Liverpool

Mario Balotelli con la maglia del Liverpool

Il direttore esecutivo dei Reds Ian Ayre infatti ieri ha reso noto un dato davvero impressionante riguardo alla vendita delle divise da gioco con il nome dell’ex attaccante del Milan: nella giornata della firma del contratto ne sono state vendute quasi 800 per un totale di circa 65mila euro. Il Liverpool non ha alcuna intenzione di vedere esaurito questo trend ed il dirigente dichiara: “Bisogna essere pronti a sfruttare simili opportunità. In passato questo club non sapeva capitalizzarle al meglio ma ora la situazione è cambiata“. Le vendite della maglietta con il numero 45 infatti continuerebbero a gonfie vele con un ritmo di circa 700 pezzi al giorno destinati inevitabilmente ad un incremento nel momento in cui Balotelli dovesse riuscire a mettere a segno il suo primo gol in Premier League. Consapevole anche di questo, il tecnico Brendan Rogers starebbe studiando una nuova formazione in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche del ragazzo magari sfruttando la velocità di Sturridge e Sterling ai suoi lati per innescarlo.

A parecchi chilometri di distanza invece Il fratello naturale Enoch Barwuah invece è stato vittima durante l’ultima gara disputata di ripetuti episodi di razzismo durante l’ultima gara disputata nel Girone C del campionato di Eccellenza. Il derby bresciano tra il suo Vallecamonica ed il Darfo Boario ha visto un nutrito gruppo di tifosi avversari indirizzargli insulti, versi e cori discriminatori che hanno infastidito il ragazzo più a posteriori che sul campo. “Ne ho sentiti solo un paio – ammette Enoch – perchè poi ho pensato solo a giocare. Quello che mi fa rabbia è che gli stessi ragazzi che mi insultano di domenica li ritrovo al pub al mercoledì e mi chiedono un autografo o una maglia di mio fratello“. In seguito ai fatti della scorsa giornata la Digos ha aperto prontamente un’inchiesta ed è già stato denunciato un trentenne di Darfo che già nel 2012 era stato sottoposto a Daspo mentre invece il club è stato sanzionato con una partita da disputare a porte chiuse senza possibilità di sospensiva.

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