Udinese, si cambia: via De Canio, biennale per Iachini


L’ex Palermo Iachini si è presentato ieri come nuovo tecnico dell’Udinese. Firma un biennale: “Ho grande entusiasmo, grazie alla famiglia Pozzo”

– di Luigi Polce –

Iachini si presenta: è il nuovo tecnico dell'Udinese (ph. trivenetogoal)

Iachini si presenta: è il nuovo tecnico dell’Udinese (ph. trivenetogoal)

La salvezza non è bastata a Gigi De Canio per guadagnarsi la riconferma sulla panchina dell’Udinese. Il club friuliano, infatti, ha ufficializzato il nome della nuova guida tecnica per la prossima stagione: si tratta di Beppe Iachini, 52 anni, reduce dalla complicatissima esperienza al Palermo: “Ho davvero molto entusiasmo, perché la società è molto organizzata e il gruppo è composto di giocatori molto validi. La squadra non ha rispettato le aspettative nell’ultima stagione, ma sono sicuro che questo gruppo darà grandi soddisfazioni ai tifosi, così come lo farà la famiglia Pozzo”, le prime parole del tecnico marchigiano, che ha poi proseguito: Ci tenevo a ringraziare la famiglia Pozzo e tutta la società, che ha avuto fiducia in me e ha manifestato apprezzamento per il lavoro che in questi anni abbiamo fatto ovunque siamo stati. E’ chiaro che il risultato sportivo che va osservato in quel di Palermo non deve essere limitato all’ultima stagione, ma ai 2 anni e 6 mesi che sono stato lì, con dei record, un buon gioco espresso e la valorizzazione di elementi che ora rappresentano il meglio del calcio italiano. Sono contento di essere arrivato qui, in una piazza stimolante, con un grande stadio e un grande pubblico che merita le giuste soddisfazioni”. La conferenza di presentazione è avvenuta nella sala stampa della Dacia Arena, e proprio sullo stadio si è soffermato Iachini: Lo stadio è fantastico ed è eccezionale giocarci. Deve diventare la nostra forza, la nostra casa. Deve diventare uno stadio in cui tutte le squadre devono soffrire tanto per fare risultato. Dobbiamo creare le prerogative per renderlo tale, per farlo diventare un catino, una bolgia”. Nessun dubbio per quanto riguarda ciò che non è andato nella stagione appena terminata, e sulla composizione della sua Udinese: “La squadra è composta da ottimi giocatori presi singolarmente. Può essere che non si sia trovata la chimica giusta. C’è stato sicuramente qualcosa che non è andata per il verso giusto, ma ritengo che ci sono degli aspetti su cui andare a lavorare e a valutare bene, perché con uno stadio così e una squadra così devi ottenere più vittorie di quante ne sono state ottenute quest’anno. E’ nei nostri obiettivi anche quello di trovare le chiavi giuste per sbloccare magari anche qualche singolo che ha reso meno. Io penso sempre – ha aggiunto – che il giusto mix fra giocatori esperti e giovani possa essere la formula ideale per costruire un gruppo e raggiungere risultati. L’Udinese storicamente è sempre stata molto brava a reperire talenti per il mondo. Nell’organico e in giro per il mondo ci sono molti giovani di proprietà dell’Udinese  che possono essere decisamente interessanti, ma ciò non toglie che non staremo attenti anche a qualche elemento più esperto per questo mix di cui parlavo prima. Italiani? Anche a Palermo c’erano molti stranieri, ma anche italiani che facevano da collante per chi arrivava da fuori. Anche qui si cercherà un mix equilibrato. La partenza dei vari Domizzi, Pasquale e Di Natale, che hanno dato tantissimo, ci potrà spingere a trovare altri profili che soddisfino tali caratteristiche per creare questa sinergia tra elementi diversi”.

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