Uefa, Ceferin pensa al salary cap: “Limiteremo il budget dei club per gli stipendi dei giocatori”


Il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin sta pensando di introdurre un salary cap per diminuire il divario tra i club più ricchi e il resto d’Europa.

-di Luca Nigro-

Il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin (ph. zimbio)

Il calcio europeo nei prossimi anni potrebbe avere un drastico cambiamento. La Uefa già nel 2012, quando alla sua guida c’era Michel Platini, aveva introdotto il Fair Play finanziario. Tuttavia nel 2015 è dovuta intervenire ammorbidendo le regole nel tentativo di incoraggiare nei club nuovi investimenti. Adesso, il nuovo presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin insieme ai suoi collaboratori e ai più alti vertici dell’organizzazione, sta concretamente pensando all’introduzione di un salary cap che riguardi l’intero panorama calcistico europeo. L’obiettivo prefissato da Ceferin è quello di aumentare la competitività, combattere la disuguaglianza cercando di colmare, o quantomeno di diminuire, il divario tra i club più ricchi e il resto d’Europa. In un’intervista al settimanale sloveno Mladina, il numero uno di Nyon ha spiegato come intende attuare in futuro la nuova regolamentazione: “I club più ricchi stanno diventando sempre più ricchi e il divario tra loro e il resto è sempre più grande. In futuro, dovremo prendere seriamente in considerazione la possibilità di limitare i budget dei club per i salari dei giocatori. L’introduzione di un tetto salariale, dovrebbe obbligare i club a essere più razionali. Sarà una grande battaglia  che proveremo a condurre e vincerla sarebbe rappresenterebbe un cambiamento storico”. Ceferin ha poi affrontato il tema delle restrizioni alle rose: “Un fenomeno da limitare sarà quello dell’acquisto di giocatori in sovrannumero che successivamente non sarebbero impiegati nel club”. Il presidente dell’Uefa sposa dunque in pieno il pensiero del presidente Fifa Gianni Infantino che qualche mese addietro aveva palesato la necessità modificare le norme a riguardo imponendo un blocco alle rose delle squadre limitando altresì il numero crescente di prestiti. In conclusione l’idea di Ceferin sul tetto salariale è sicuramente giusta e per certi versi innovativa ma al momento sembra al quanto utopistica. Il motivo? Si vorrebbe prendere ad esempio gli sport americani nei quali le rigide regole dei salari funzionano a meraviglia ma solo perché non sono previste retrocessioni. In un sistema come quello del calcio europeo nel quale esistono promozioni e retrocessioni e ove la regola principe è vincere e non partecipare, sembra assai complicato trovare una soluzione che metta tutti d’accordo.

Print Friendly



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *