Ulivieri: “Gli allenatori non parleranno più degli arbitri”


Decisione importante dell’AIAC comunicata dal presidente Renzo Ulivieri: si eviteranno commenti sull’operato degli arbitri per evitare tensioni nel momento decisivo della stagione

– di Marco Vigarani –

Renzo Ulivieri, portò il Bologna in serie A nel 1996

Renzo Ulivieri, presidente dell’AIAC (ph. Zimbio)

Dopo aver incontrato i giornalisti pochi giorni fa, Renzo Ulivieri ha proseguito oggi la sua opera di mediazione all’interno di un panorama calcistico apparso recentemente in polemico fermento. Nella settimana che accompagnerà la Serie A verso il match che potrebbe decidere le sorti della stagione, gli allenatori hanno scelto una posizione netta e, se sarà davvero applicata, rivoluzionaria decidend di non commentare più l’operato degli arbitri. “Potremmo chiamarlo il ‘patto del rigore’ – si legge nella nota firmata dallo stesso Ulivieri al termine dell’incontro odierno tra arbitri, capitani, allenatori e dirigenti svoltasi questa mattina – tra noi è stato preso l’impegno di evitare commenti e polemiche a fine partita, a proposito degli arbitraggi. Un segno tangibile, nel momento caldo della stagione, per favorire un clima di serenità. Già le tensioni non mancano, ed in queste settimane anche noi allenatori ci siamo resi protagonisti di episodi che hanno trasceso la pur innegabile pressione cui veniamo sottoposti. Dunque si cercherà tutti di tenere un comportamento appunto più rigoroso“. La scelta è sicuramente coraggiosa in un momento topico dell’anno in cui sembrano essersi già esacerbate le tensioni tanto da arrivare sempre più spesso all’espulsione di un tecnico dal terreno di gioco o al commento duro rivolto all’arbitro nelle interviste postpartita di cui è stato protagonista anche il pacato tecnico rossoblù Donadoni. Si tratta di una decisione comune ma non di una linea di condotta ferrea ed ognuno potrà comunque agire secondo proprio giudizio ricordando però, come sottolinea Ulivieri che: “Noi possiamo parlare, mentre gli arbitri non sono nella condizione di poter replicare e tutto questo ci sembra ingiusto. Non diremo nemmeno più la frase che abbiamo detto tante volte: ci sono le immagini che parlano. Abbiamo incontrato recentemente anche l’Ussi ed è emerso un concetto molto semplice: ognuno fa il proprio lavoro e deve rispettare quello degli altri“. Sulla carta si tratta di un passo fondamentale verso la normalizzazione del nostro calcio e di un’apertura alla civiltà che potrebbe trovare un’ideale proseguimento nel concedere facoltà di parola ai direttori di gara: vedremo sul campo già dal prossimo turno cosa cambierà davvero.

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