Un anno di Fortitudo, da Boniciolli a…Mancinelli


È stato un 2015 intenso quello della Fortitudo. Il ritorno di Boniciolli, la promozione, il blocco del mercato, le caso Lestini, i possibili acquirenti e il “ricordo” di Mancinelli

– di Massimo Righi –

È stato un 2015 intenso quello della Fortitudo, perché ancora una volta non è stato solo il campo a fare notizia, ma ci si sono messe anche le vicende extra. Ripercorriamo dunque l’annata biancoblù in tutti i suoi avvenimenti principali.

Matteo Boniciolli è tornato in biancoblù dopo 14 anni (ph. Fortitudo)

Matteo Boniciolli è tornato in biancoblù dopo 14 anni (ph. Fortitudo)

Come premesso, fra i primi fatti di gennaio 2015, dopo le voci circolate in novembre, si iniziò a parlare di passaggio di proprietà. La cordata francese con a capo il produttore Francesco Di Silvio ed il principe belga Edouard De Ligne De la Tremoille, firmatario della lettera d’intenti giunta alla Fortitudo a inizio dicembre, si era detta intenzionata a presentare un’offerta per rilevare il 100% del pacchetto azionario della Fortitudo. A queste voci, non è però più seguito alcun fatto. In febbraio, la Fortitudo ha assunto Matteo Boniciolli come nuovo head coach, in luogo di Claudio Vandoni, esonerato dopo la sconfitta contro Udine. Si è trattato di un ritorno per il coach giuliano, già biancoblù nel 2001/2002. Mentre in società, Mota e Anconetani duellano per la presidenza del club, la squadra in campo risponde alla grande e conquista i playoff dopo essersi classificata al terzo posto nella regular season. Dopo aver liquidato nell’ordine, Milano (2-0), Bergamo (3-0) e Montichiari (3-0), la Fortitudo si è classificata per le Final Four per la corsa alla A2. Arrivata a Forlì assieme a Siena, Rieti ed Agropoli, in semifinale i biancoblù si sono subito scontrati con i rivali di sempre della Mens Sana Siena, impartendo loro una lezione di basket da ricordare, vincendo per 66 a 42 e ottenendo la promozione in A2 dopo aver conseguito 9 vittorie su 9 fra playoff e Final Four.

I due americani della Fortitudo, Daniel e Flowers

I due americani della Fortitudo, Daniel e Flowers

Archiviata la trionfale promozione, la Fortitudo si è poi messa all’opera per costruire la squadra per la stagione successiva. Dopo aver deciso di confermare buona parte del gruppo fautore della risalita, la dirigenza biancoblù ha poi scelto gli americani Flowers e Daniel e l’ex forlivese Federico Lestini per il ruolo di ala grande. Alle prime voci di un possibile ingaggio del giocatore, gran parte del tifo Fortitudo è insorto non ritenendo opportuno (qui scriviamo in maniera diplomatica n.d.r.), l’ingaggio di un elemento che nella stagione 2009/10 si mostrò poco amichevole con il pubblico bolognese, nelle sfide intercorse fra l’Aquila e la Fulgor Libertas. Saltato pertanto l’ingaggio di Lestini, dopo settimane di tensioni e dubbi, fra cui quelli di un Boniciolli assai poco contento di quanto accaduto, la dirigenza ha firmato Francesco Quaglia, cavallo di ritorno proprio della stagione della promozione in Lega Due, poi sfumata.

Ma i misfatti non sono finiti. Mentre la squadra si preparava alla nuova stagione fra il ritiro di Lizzano in Belvedere e i tornei precampionato, è scoppiato il caso Drucker. Il coach israeliano ha fatto appello alla FIBA reclamando debiti alla vecchia Fortitudo, chiedendo ed ottenendo il blocco del mercato per la compagine bolognese. Dopo settimane di indecisioni e rinvii causa il tergiversare del tribunale e del giudice unico, il 30 settembre l’avvocato Grassani, legale del club, ha annunciato in conferenza stampa che il ricorso è stato accolto e la Fortitudo ne è uscita vincitrice: niente da fare dunque per Drucker e la Fortitudo ha potuto tesserare i due americani. Tutto a posto? Nemmeno per sogno, perché le prime due gare interne di campionato, la Fortitudo se le è dovute giocare in campo neutro a Rimini, in quanto il PalaDozza è stato squalificato per due turni dopo le intemperanze dei tifosi Fortitudo messe a referto durante i playoff nella gara 3 di Montichiari.

Mota e Grassani in conferenza stampa

Mota e Grassani in conferenza stampa

La stagione sportiva parte senza Daniel, infortunatosi alla caviglia alla fine del pre campionato, ma con Ivica Radic. Sembra che non ci sia mai un attimo di tranquillità per la Fortitudo, perché dopo l’estate infuocata, la squadra stecca le prime due e non convince. Al rientro al PalaDozza contro Verona, arriva il primo sospirato successo, ma se in casa il dominio è tutto biancoblù, in trasferta la squadra di Boniciolli fatica a dir poco, rimediando batoste sonore che evidenziano un mal di pancia da trasferta che è durato fino al 20 dicembre, quando la Fortitudo ha sbancato Recanati. L’annata solare si è conclusa il giorno di Natale in Piazza Azzarrita contro Ferrara, dove è finito a giocare niente meno che Federico Lestini, l’uomo del polverone estivo. L’Aquila si è imposta per 74-68, subissando di fischi il cestita abruzzese ad ogni suo tocco di palla.

Va così in archivio un altro anno e la Fortitudo riprenderà le proprie attività domenica 3 gennaio contro Chieti, patria di un certo Mancinelli, salito alla ribalta alcuni giorni fa dopo aver postato su Facebook la foto di una coreografia goliardica della Fossa dei Leoni durante un derby, dopo aver sconfitto con la sua Torino, la Virtus.

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