Un anno di Virtus, continuità nel bene e nel male


Ripercorriamo il 2015 della Virtus contraddistinto dalla continuità di dati positivi e negativi: il lavoro di Valli e le condizioni precarie di Ray, il rendimento interno e le sconfitte in trasferta…

– di Marco Vigarani –

La grinta di Giorgio Valli davanti al pubblico dell'Unipol Arena (ph. Virtus)

A febbraio Valli ha sottoscritto un rinnovo biennale seguito poi da Ray, Gaddy e Mazzola (ph. Virtus)

La Virtus vede concludersi oggi il suo 2015 e mai come quest’anno i dodici mesi possono essere definiti in bianco e nero. Dalla gioia inattesa di un nuovo sogno playoff al timore per una stagione difficile e sfortunata: in 365 giorni i tifosi virtussini hanno attraversato davvero ogni possibile stato d’animo senza però perdere mai l’affetto per quei colori che continuano a richiamare all’Unipol Arena uno dei pubblici più numerosi d’Italia. Piuttosto che ripercorrere in senso cronologico questo anno che va concludendosi, è interessante trovare nell’esperienza Virtus i tratti di continuità positivi o negativi che daranno spunto di riflessione anche per l’immediato futuro.

Non appena i risultati hanno iniziato a sorridere e la squadra ha iniziato a macinare brillanti e convincenti vittorie casalinghe, la società ha scelto di porre le basi per il futuro e già nel mese di febbraio ha fatto sottoscrivere al coach Giorgio Valli un contratto biennale per continuare una collaborazione proficua per tutti. A ruota è stato poi il turno del capitano Allan Ray, pretoriano del tecnico modenese legato anch’egli al bianconero fino al 2017, e dell’intero staff mentre a campionato concluso sono arrivate le firme sui prolungamenti di altri due protagonisti come Abdul Gaddy e Valerio Mazzola. Pur avendo perso pedine fondamentali come White e Hazell, la Virtus ha quindi scelto di proseguire un progetto interessante dando totale fiducia alle scelte tecniche di Valli e alla sua collaborazione continua con il manager Alessandro Crovetti.

Un grande Ray non basta alla Virtus (ph. Virtus)

Allan Ray era assente nella prima gara del 2015 e lo sarà anche nella prima del 2016 (ph. Virtus)

A fare da contraltare a questa scelta virtuosa ci ha pensato però la sfortuna che ha di fatto costretto lo staff tecnico a reinventare in corsa una nuova identità per la squadra visto che Ray nella nuova stagione è stato praticamente sempre assente. Paradossalmente la prima gara del 2015 contro Roma aveva visto la guardia nativa del Bronx fuori dai giochi così come accadrà certamente anche domenica prossima in occasione dell’esordio virtussino nel nuovo anno. Se nella passata stagione gli acciacchi frequenti non avevano però impedito a Ray di dare il suo fondamentale contributo alla causa, nell’annata 2015/16 il capitano è passato da essere pietra angolare del nuovo asse di gioco a diventare un tassello mancante nel puzzle felsineo. Probabilmente solo il suo rientro in perfette condizioni dopo l’operazione al menisco potrà consentire alla Virtus di dare davvero un senso ai prossimi mesi.

Un altro dato importante per leggere questo 2015 bianconero risiede nella clamorosa forza trovata dai ragazzi di Valli sul parquet casalingo. L’Unipol Arena infatti è stata teatro di tantissimi sorrisi contro avversari anche di livello molto alto come Avellino e Reggio Emilia che si sarebbero poi sfidate per la conquista dello Scudetto. Nella prima fase dell’anno addirittura la Virtus è rimasta imbattuta nelle sfide interne fino al primo turno di playoff ma, anche se con meno continuità, anche la nuova stagione continua a regalare soddifazioni alle migliaia di tifosi bianconeri: le ultime due proprio a ridosso del Natale contro Pistoia e Cantù. Complessivamente il 2015 si chiude con 13 successi e 3 sconfitte all’interno dell’Unipol Arena per una squadra che sicuramente trova maggiore convinzione nei propri mezzi quando sospinta dai propri sostenitori.

Ecco la nuova Virtus per la stagione 2015/16 (ph. Virtus)

13 vittorie in casa e 16 sconfitte in trasferta: numeri contraddittori per la Virtus (ph. Virtus)

Peccato che il passo da trasferta sia diametralmente opposto e la Virtus abbia ottenuto la sua ultima vittoria lontano da casa a Capo d’Orlando in data 1 febbraio 2015 e da allora siano arrivate soltanto sconfitte: complessivamente la striscia negativa esterna è arrivata a sedici ko ed è tuttora aperta. L’elenco degli avversari è talmente lungo e variegato da non poter offrire giustificazioni a questo rendimento così come non si possono cercare spiegazioni nel livello di un roster che ha subito notevoli cambiamenti perdendo per strada i compianti Hazell e White per dare spazio a Odom e Williams raggiunti poi da Fells. I fallimenti lontani da Bologna sono ormai diventati un fattore negativo autonomo che aleggia imperterrito su qualunque atleta scenda in campo con la Vu Nera sul petto ed è quindi una zavorra psicologica su cui coach Valli deve lavorare alacremente.

In un quadro così complesso trovano poi spazio anche tanti altri elementi e ricordi di segno sempre positivo o negativo. La splendida vittoria contro Cantù di febbraio che ha visto i bianconeri superare quota 100 punti dopo nove anni ma anche i due momenti di irrequietezza di capitan Ray prima in palestra e poi sui social network che hanno portato qualche giorno di preoccupazione. Il prestigioso tryout offerto a Simone Fontecchio dai Boston Celtics in vista di un possibile futuro NBA ma anche l’addio al presidente Villalta a ridosso della prima palla a due della nuova stagione per affidare il domani ad Albertini e Basciano. Momenti bianchi e momenti neri, alti e bassi inevitabili, ecco la chiave di lettura del 2015 vissuto dalla Virtus e da tutti i suoi tifosi nella piena consapevolezza di non poter vivere cullando ancora le glorie del passato ma di poter sperare in una crescita graduale puntando sulla serietà della Fondazione e sul lavoro instancabile di tutti i protagonisti dalla scrivania al campo.

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