Quando un campione (non) si piega su se stesso. Un legamento non distrugge la classe di chi vuole tornare più forte di prima. Ad maiora, Zlatan!


Zlatan Ibrahimovic: l’infortunio shock, la voglia di tornare in campo. Oggi l’operazione negli Stati Uniti a cura del Dr. Freddy H. Fu. La situazione

– di Tiziano De Santis –

L’infortunio di Zlatan Ibrahimovic contro l’Anderlecht (ph. Zimbio.com)

Prima di tutto voglio ringraziarvi per il supporto e l’affetto che mi avete dimostrato. Mi sono infortunato e, per questo, starò fuori dal calcio per un po’. Lo supererò come ogni altra cosa e tornerò più forte di prima. Ho anche giocato su una gamba sola, quindi non ci sarà nessun problema. Una cosa è certa: deciderò io quando sarà il momento di dire basta. Ritirarsi non è un’opzione“. Chiare, semplici e dritte all’obiettivo come sempre le parole di Zlatan Ibrahimovic dopo il brutto infortunio rimediato durante il match di quarti di finale di ritorno di Europa League contro l’Anderlecht e le successive voci sul suo futuro. Già, perchè il tempio del calcio, il ben sonoro Old Trafford, solo una settimana fa, veniva imprigionato in un silenzio ben più rumoroso del solito alla vista di un ginocchio in preda ad una torsione innaturale. Non un ginocchio qualunque, si trattava di quello di un campione in rosso, un fenomeno dalla grinta inesauribile, capace di incutere paura a qualsiasi difesa su un campo da calcio, e nello stesso tempo, di esser amato per gesti tecnici mozzafiato, gol impossibili, visione di gioco lungimirante, numeri impossibili da contare e molto più facili da RACcontare. In quel dolorosissimo crac di giovedì scorso si intravedeva, per molti, una carriera ormai finita – per colpa dell’età avanzata di Zlatan -, la smorfia di dolore e la barella confermavano i presentimenti dopo una gara disputata stranamente da protagonista di reti “divorate” sotto porta dal 36enne svedese. Tutti, Mourinho, i compagni, gli avversari, le panchine, i supporter, i tifosi del calcio che vive e fa vivere il nostro continente e non solo, hanno capito sin da subito che il riscontro medico della sventura fisica del gigante di Malmo sarebbe stato impietoso, e così è stato: “Danni significativi ai legamenti del ginocchio“, si leggeva sul sito del Manchester United lo scorso 22 Aprile. Tradotto: lesione al legamento crociato del ginocchio destro. Responso laconico e struggente per lo stesso Mourinho, che due giorni prima, nel post-match, aveva chiarito così il proprio presentimento: “Voglio aspettare ma la sensazione non è positiva, voglio aspettare e cercare di essere ottimista, ma non lo sono“. Certo nessuno, negli anni, è stato in grado di fermare la potenza di Ibra, nè la sua eleganza. Solo Zlatan avrebbe potuto fermare se stesso e, ironia della sorte, c’è riuscito davvero. Ma quello dello svedese è uno stop limitato dai verdetti dell’operazione che oggi subirà a Pittsburgh, Stati Uniti: si parla di 6-8 mesi al massimo per il pieno recupero delle funzioni e della condizione ottimale, per un ritorno completo alle sane e perfette funzionalità fisiche. Da valutare ancora, tuttavia, i precisi tempi di recupero, come anche le mura del prossimo campo di calcio su cui giocherà Ibra. L’ex-Psg ha, infatti, un contratto in scadenza a giugno con lo United e la sua fama di giramondo non aiuta, di certo, a definire la futura maglia del campione. C’è chi parla degli States, chi di un rinnovo con i Red Devils, chi di Cina, ma la verità è solo una: Zlatan Ibrahimovic tornerà in campo più forte di prima, perchè non è ancora l’ora di spegnere la luce folgorante della sua classe. “Ritirarsi non è un’opzione“, ritornare numeri uno è, invece, l’obiettivo di chi già manca a chi ama il calcio. Un gigante sa sempre come rialzarsi. Ad maiora, Zlatan.

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