Un sogno chiamato Wimbledon: lo spettacolo ricomincia il 3 luglio


Prima dell’immediato inizio, un veloce viaggio nella storia del grande torneo londinese e terzo slam della stagione che promette di offrire spettacolo anche in questa edizione con i suoi abituali protagonisti

-di Giuseppe Cambria-

Federer contro Nadal: una rivalità titanica che si rivedrà a Wimbledon (ph. Zimbio)

Wimbledon: un sogno che ti tuffa nella storia. Nel 1877 prese vita il torneo organizzato in un sobborgo di Londra che mostrò per la prima volta al mondo l’acerbo gioco del tennis su erba.Un amore per quel torneo che contraddistingue gli amanti del tennis che non possono non attenderlo con desiderio. Quel periodo estivo variabile nel quale lo spettacolo è assicurato. Iniziano così le due settimane del torneo in erba più prestigioso, dal 3 al 16 luglio, che si prepara -ci auguriamo- a creare nuovi spazi per la storia. Una storia, quella del torneo londinese, che vede i grandi domini dei grandi pilastri del tennis passato, dallo svedese Bjorn Borg, vincitore di cinque edizioni, dal 1976 al 1980, all’americano Pete Sampras, uno tra i più vincenti del torneo con le sue sette edizioni conquistate. Una storia recente registra invece il match infinito, il più lungo della storia del tennis, per durata, giocato da John Isner e Nicolas Mahut nel 2010: 11 ore di gioco e tutti i record possibili e immaginabili disintegrati in una sola partita (maggior numero di game giocati in un set e in un match, e maggior numero di ace effettuati in un match).

Un altro record storico è quello della finale più lunga, per durata. Quest’ultimo è stato scritto da due protagonisti del tennis che, nonostante l’età che avanza, non vogliono smettere di scrivere la storia di Wimbledon, anche quest’anno: Roger Federer e Rafael Nadal. Nel 2008, in 4 ore e 48 minuti, Nadal riuscì a sconfiggere, per la prima volta su quel campo, lo svizzero nel punteggio finale di 4-6 4-6 7-6 7-6 7-9. I due si sono scontrati tre volte nella finale londinese con un bilancio positivo a favore di Federer. Anche per questa edizione la migliore finale potrebbe essere quella tra i due rivali storici. Quest’anno lo spagnolo ha dominato in terra rossa ma bisognerà vedere come reagiranno le sue gambe sulla superficie erbosa: resterà comunque un avversario temibile per chiunque. Roger, invece, punta all’ottavo titolo – in questo momento è a quota 7 a pari merito con Pete Sampras e il britannico ottocentesco William Renshaw, uno dei primi grandi tennisti della storia.

Dal 3 al 16 luglio torna lo spettacolo di Wimbledon (ph. edenhh.co.uk)

L’ultimo tennista britannico a vincere il torneo, nel 2013 contro Novak Djokovic, dopo 77 anni (per la categoria maschile), è stato l’attuale detentore del titolo, lo scozzese Andy Murray, ancora numero 1 del mondo. Vittorioso nella finale 2016 contro Milos Raonic, Murray, per come si è comportato in questa stagione, ricca di delusioni e cattivo gioco, non sembra essere una reale minaccia per gli altri. Sulla stessa barca troviamo un Nole Djokovic in pessima condizione che ha cercato nel cambio allenatore una svolta decisiva. I due andranno alla ricerca di una definitiva riscossa che potrebbe risollevare le loro sorti e stabilizzare il loro ranking. Si chiude qui una rapida panoramica sulle più rilevanti storie scritte sui tre campi dell’All England Lawn Tennis an Croquet Club e sui più grandi atleti che hanno calcato e calcheranno di nuovo quell’erba, per lo spettacolo e per la storia. Un sogno chiamato Wimbledon che adesso sta per tornare di nuovo realtà.

Print Friendly



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *